Cronaca

Chiuse le indagini sulle tensioni del 25 aprile: 18 indagati per le violenze alla Brigata Ebraica

La Procura della Repubblica di Parma ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo ai disordini avvenuti durante la Festa della Liberazione del 25 aprile 2025. Il procedimento, nato dal monitoraggio della stampa locale e dai successivi accertamenti della Digos, vede coinvolte diciotto persone accusate di aver attuato condotte illecite per impedire alla comunità ebraica di partecipare liberamente alla manifestazione.

L’impianto accusatorio si concentra su sedici degli indagati, ai quali viene contestato il reato di violenza privata pluriaggravata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, basata su filmati di videosorveglianza, fotografie e testimonianze, l’azione sarebbe stata premeditata. Un organizzatore avrebbe infatti utilizzato i social network per invitare apertamente a bloccare la partecipazione della Brigata Ebraica con espressioni categoriche. Nel corso del corteo, circa duecento persone riconducibili a movimenti pro-Palestina avrebbero inizialmente sbarrato la strada alla delegazione ebraica, insultandola con pesanti frasi d’odio e minacce fisiche, costringendo i partecipanti a ripiegare lo striscione raffigurante la Stella di David come condizione per poter proseguire.

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Le ostilità sono continuate anche nella seconda fase della manifestazione, quando gli esponenti della comunità ebraica, tra cui l’Associazione Setteottobre e gli studenti israeliani di Parma, sono stati nuovamente circondati e ostacolati nel tentativo di raggiungere piazza Garibaldi per i discorsi istituzionali. Tale pressione psicologica e fisica ha costretto la delegazione ad abbandonare la piazza intorno a mezzogiorno, subendo di fatto una limitazione della propria libertà di espressione. Per altri due indagati, invece, la contestazione riguarda esclusivamente l’accensione di fumogeni durante il percorso.

“A seguito della diffusione della notizia, iniziata a circolare nella giornata di ieri, in ordine ad un avviso di conclusione indagini a carico di diciotto persone, indagate per aver tenuto condotte illecite ai danni della c.d. Brigata ebraica in occasione della manifestazione svoltasi in data 25 aprile 2025, appare opportuno fornire alcuni chiarimenti”, fa sapere la Procura.

L’attività giudiziaria si inserisce in una più vasta strategia della Procura di Parma volta a garantire la concreta attuazione dell’articolo 21 della Costituzione. Gli inquirenti hanno infatti collegato questo fascicolo ad altre tre recenti indagini concluse nel territorio emiliano. La prima riguarda sette esponenti di un gruppo di ispirazione neonazista attivi nella propaganda discriminatoria, la seconda coinvolge dodici persone indiziate per un’aggressione ai danni di tifosi del Napoli durante i festeggiamenti per lo scudetto, mentre la terza interessa ventuno manifestanti che, nell’ottobre 2025, occuparono i binari della stazione ferroviaria causando pesanti ritardi alla circolazione.

Il principio cardine ribadito dalla magistratura è la salvaguardia del diritto di ciascun cittadino a manifestare il proprio pensiero senza subire sopraffazioni. La Procura sottolinea come la libertà garantita dalla Costituzione non possa tradursi in azioni che calpestano i diritti altrui o che pretendono di stabilire, sulla base di ideologie personali, chi abbia il titolo per scendere in piazza e chi debba invece esserne escluso.