Politica

“Solidarietà alla consigliera per gli insulti razzisti. Ma la solidarietà non può essere a senso unico”

Arrivano insulti.

Non nel merito. Solo odio.

Il fatto che qualcuno si senta libero di scrivere certe cose pubblicamente, senza vergogna e senza alcun filtro, dice tutto su quanto sia marcia questa dinamica.

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Questo non è dibattito.

È un attacco alla mia persona.

È razzismo. Punto.

E non è normale. Non è accettabile.

Le idee si discutono. Sempre.

Ma qui non si discutono idee: si prova a zittire una persona colpendola per quello che è.

Dietro questo profilo c’è una persona vera.

Che legge, che incassa, che si ferisce.

E no, non starò più zitta per farvi sentire a vostro agio.

Mi sono stancata.

Questa roba non deve esistere.

BASTA.

Così aveva denunciato, a mezzo social, la consigliera del PD, gli insulti subiti.

Arriva la solidarietà di Futuro Nazionale:

“Solidarietà alla consigliera per gli insulti razzisti. Ma la solidarietà non può essere a senso unico.

Futuro Nazionale Parma esprime solidarietà alla consigliera comunale che in queste ore è stata destinataria di insulti razzisti sui social. Ogni forma di aggressione verbale, discriminazione o violenza – fisica o digitale – è da condannare senza esitazioni.

Proprio per questo ricordiamo al Partito Democratico di Parma che la solidarietà non può essere selettiva. Nei giorni scorsi, infatti, la nostra esponente locale è stata bersaglio di attacchi personali gravissimi, scatenati dopo che il PD di Parma ha paragonato il nostro adesivo tricolore alle leggi razziali. Un accostamento che ha generato un’ondata di odio e che riteniamo profondamente ingiusto e sproporzionato.
A differenza di quanto accaduto nei nostri confronti, non sporgeremo denuncia contro il Partito Democratico. Lo facciamo per dare una lezione di civiltà e per ricordare al sindaco Guerra che la responsabilità istituzionale impone equilibrio, non esasperazione.
Durante la commemorazione del 25 Aprile, il sindaco ha dichiarato di essere “orgogliosamente divisivo verso chi non si professa antifascista”. Una frase che riteniamo grave, perché una ricorrenza nazionale dovrebbe unire, non dividere. L’antifascismo appartiene alla storia del Paese e va contestualizzato nel suo tempo: non può essere trasformato in un totem ideologico da brandire per creare contrapposizioni o per definire chi è “buono” e chi è “cattivo”.
Il sindaco rappresenta tutti i parmigiani, non solo una parte.
Ricordiamo inoltre che la storia della Resistenza è complessa e plurale: non tutti i partigiani appartenevano alla stessa area politica e molti furono figure tutt’altro che esemplari. Rivendicare oggi un antifascismo in assenza di fascismo rischia di diventare un esercizio retorico utile solo a coprire il vuoto di idee.
Il sindaco sceglie di dipingersi il volto con la bandiera arcobaleno; noi scegliamo di difendere il tricolore e l’identità dei negozi italiani, che resistono alle trasformazioni del commercio cittadino. Due visioni diverse, entrambe legittime: ciò che non è legittimo è alimentare divisioni mentre ci si proclama inclusivi.
Pertanto non quereleremo il PD per il paragone tra il nostro adesivo e le leggi razziali – un’accusa che riteniamo gravemente diffamatoria – ma ci saremmo aspettati, quantomeno, delle scuse per l’evidente eccesso dei toni utilizzati.
Il nostro gesto vuole essere un invito alla responsabilità: chi predica inclusione non può praticare divisione. E la solidarietà verso chi subisce insulti non può dipendere dal colore della pelle o dall’appartenenza politica, ma deve valere sempre, per tutti”.

Futuro Nazionale Parma