Un normale giro di visite tra i letti di una struttura ospedaliera di Parma si è trasformato in un’operazione antidroga dei Carabinieri, portando al sequestro di ben 480 compresse tra oppiacei e psicofarmaci. Protagonista della vicenda è un sessantenne italiano, ora denunciato alla Procura della Repubblica con le pesanti accuse di ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tutto ha avuto inizio intorno alle 10:30 del mattino, quando il primario e la sua équipe medica sono entrati nella stanza dell’uomo per il consueto controllo. Il paziente è apparso subito in condizioni critiche, quasi incapace di articolare parola. A colpire l’attenzione dei sanitari, però, non è stato solo il suo stato di salute, ma la presenza di una confezione di morfina adagiata sul letto e, poco distante, uno zaino bianco che sembrava strabordare di medicinali.
Messo alle strette, l’uomo ha ammesso di aver assunto autonomamente i farmaci, ma non ha saputo fornire spiegazioni convincenti sulla loro provenienza, limitandosi a frasi vaghe sui suoi numerosi viaggi prima di chiudersi nel silenzio. Mentre le sue condizioni peggioravano drasticamente, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza al Pronto Soccorso, il personale dell’ospedale ha allertato il 112.
I Carabinieri della Stazione di Parma Centro, giunti sul posto, hanno preso in consegna lo zaino e gli effetti personali dell’uomo, scoprendo un vero e proprio magazzino farmaceutico illegale: 226 compresse di morfina e 254 di psicofarmaci. Molte delle confezioni erano ancora integre e dotate della fustella adesiva originale, un dettaglio che rende ingiustificabile il possesso privato di sostanze così delicate, la cui vendita è soggetta a rigidi protocolli medici e registri di carico e scarico. Una volta stabilizzato e dichiarato fuori pericolo dai medici, il sessantenne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, pur restando valida per lui la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
