Cronaca

Alba di follia in centro: 43enne aggredisce una donna, poi i militari e finge una gravidanza

Un intervento congiunto tra i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Parma e i militari del II Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, impegnati nell’operazione “Strade Sicure”, ha portato all’arresto di una donna italiana di 43 anni lo scorso 11 marzo. La donna deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, oltre a essere stata denunciata per danneggiamento aggravato e false dichiarazioni sull’identità personale.

L’episodio è iniziato intorno alle 5 del mattino, quando una pattuglia dell’Esercito ha notato un tafferuglio all’incrocio tra via Trento e via Monte Altissimo. La 43enne stava aggredendo fisicamente un’altra donna, provocando la reazione di una terza persona. Nonostante un primo intervento dei soldati per riportare la calma, la situazione è degenerata nuovamente pochi minuti dopo sotto i portici di viale Bottego. Alla vista dei militari, la donna ha ripreso a inveire contro di loro e, una volta invitata a esibire i documenti, ha fornito generalità che si sono poi rivelate false.

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Durante i controlli la tensione è salita rapidamente. La donna è passata dalle ingiurie alle vie di fatto, scagliandosi contro i militari con calci e pugni e arrivando a strappare il giubbotto antiproiettile di uno degli operatori. Per bloccare la sua furia e garantire l’incolumità dei presenti, è stato necessario l’intervento del 112 e l’utilizzo dello spray urticante in dotazione, che ha permesso di inibirne la carica aggressiva dopo che la donna aveva tentato più volte di fuggire e di procurarsi lesioni lasciandosi cadere a terra.

Una volta messa in sicurezza nell’auto di servizio, la 43enne ha tentato un’ultima mossa per evitare le conseguenze legali, dichiarando di essere affetta da una grave patologia e di trovarsi in stato di gravidanza a rischio. Seguendo scrupolosamente le procedure, i Carabinieri hanno richiesto l’intervento del 118 e l’hanno accompagnata al pronto soccorso. Gli accertamenti medici hanno però smentito ogni sua affermazione, escludendo sia lo stato interessante che patologie acute, ma confermando invece un forte abuso etilico con un tasso alcolemico pari a 1,94 g/L.

La donna, già nota alle forze dell’ordine e residente in città, è stata identificata con il suo reale nome e tratta in arresto. Il giudice ha successivamente convalidato il provvedimento, disponendo la scarcerazione in attesa del processo. Si ricorda che la posizione dell’indagata resta al vaglio dell’autorità giudiziaria e che la sua responsabilità sarà accertata solo in caso di condanna definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.