Cultura

La vita avventurosa di Howard Hughes: aviatore e produttore cinematografico

Volendo descrivere con poche parole Howard Hughes lo si può definire come produttore, appassionato di aviazione, affetto da disordine ossessivo-compulsivo. La ragione per cui Martin Scorsese ha deciso di affrontare il suo primo lavoro biografico è da ricercarsi in questi aspetti della personalità dell’eccentrico personaggio. The Aviator. In Howard Hughes il regista americano deve avere visto il classico personaggio capace di sporcarsi le mani a fondo pur di raggiungere un obiettivo. Un buon ragazzo sedotto dal potere, dotato della determinazione di un “Toro scatenato” che dopo ogni caduta è pronto a risorgere, come nel caso dell’indagine intentata dalla commissione senatoriale per corruzione, accusa ribaltata sulla commissione stessa durante il dibattimento.

Proprio questa tensione verso l’alto, fatta di rischio calcolato e nervi d’acciaio, sembra trovare un’eco moderna nella dinamica del gioco Aviator. Così come Hughes sfidava la gravità e i limiti dei suoi prototipi, il giocatore si ritrova a gestire l’ascesa di un velivolo virtuale, cercando il momento perfetto per “incassare” prima che il volo termini. È una sfida di tempismo che riflette l’ossessione del protagonista di Scorsese: la capacità di saper osare nel momento della salita, mantenendo però il controllo necessario per non veder svanire ogni sforzo in un istante.

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Scorsese, all’inizio del film, si focalizza sull’infanzia di Howard. La scena iniziale inquadra un preadolescente nudo in una vasca da bagno, lavato accuratamente dalla propria madre con uno speciale sapone nero il cui scopo è quello di preservare il ragazzo dai germi e dalle malattie. Un lavacro quasi scaramantico la cui carica purificatrice sembra andare ben oltre le proprietà del sapone stesso.

Occupandosi del film The Aviator non ci si può esimere dal parlare della coprotagonista, la bravissima e affascinante Cate Blanchett. L’attrice australiana ha fornito una prova assai convincente delle sue qualità artistiche interpretando, senza indulgere nell’imitazione, un’icona cinematografica del calibro di Katharine Hepburn. È opinione condivisa dalla critica l’idea che l’interpretazione di Leonardo DiCaprio abbia permesso a Martin Scorsese di tornare idealmente a far visita a Travis, lo psicopatico tassista di Taxi Driver, magistralmente interpretato da Robert De Niro.

La trama

Nel film The Aviator, Scorsese racconta soprattutto la parte più spettacolare e avventurosa della vita di Howard Hughes, seguendo le convenzioni tipiche del classico biopic hollywoodiano: il protagonista viene mostrato lungo un percorso fatto di grandi successi e cadute dolorose, fino ad arrivare a una fase di apparente riscatto e vittoria finale.

In questo senso, il modo in cui Scorsese rilegge il sogno americano può essere messo in relazione con altre sue opere come Toro scatenato, dove ritrae un personaggio in parte eroico costretto però a confrontarsi con i propri demoni interiori e con il proprio lato oscuro, sapendo di non potersene liberare del tutto. Il finale di The Aviator, infatti, suggerisce solo in modo implicito che dopo questo momento di trionfo arriverà una nuova caduta: Hughes finirà i suoi giorni isolato, malato e consumato dalle proprie ossessioni.