La proposta di legge che punta a vietare il consumo di carne equina è stata definita “un vero e proprio schiaffo alla cultura gastronomica e all’identità del territorio” da Laura Cavandoli, deputata parmigiana della lega e capogruppo in commissione agricoltura alla Camera. la parlamentare punta il dito contro la proposta, sostenuta da movimento 5 stelle e avs, che vorrebbe equiparare il cavallo a un animale d’affezione, vietandone la macellazione.
La filiera italiana è un esempio di eccellenza: “parliamo di un settore sottoposto a controlli sanitari rigorosissimi, molto più stringenti di quelli esteri. difendere questa filiera significa tutelare la trasparenza, la salute dei consumatori e il lavoro di allevatori e macellai che rappresentano un presidio economico fondamentale”.
Sulla stessa linea Tommaso Fiazza, consigliere regionale della lega, che lancia un appello ai sindaci e ai consiglieri dell’Emilia-Romagna affinché prendano una posizione chiara, al di là delle bandiere politiche. “parma è il simbolo di questa tradizione”, sottolinea Fiazza, “qui la carne equina non è un’eccezione ma una consuetudine radicata. non possiamo accettare decisioni calate dall’alto che mettono a rischio attività storiche e il lavoro di tante famiglie”.
Per gli esponenti del Carroccio, proibire il consumo di queste carni significherebbe “mettere fuori legge piatti iconici come la ‘vecchia’, lo stracotto d’asinina o il pesto di cavallo”, cancellando una storia che a parma affonda le radici nell’ottocento, dalle prime beccherie dell’oltretorrente al rito del ‘cavàl pisst’. La Lega promette battaglia in aula per tutelare la libertà di scelta dei cittadini e il patrimonio gastronomico locale.
