Dalla pagina Sos Parma e Provincia riprendiamoci le nostre città
“Uno dei tanti messaggi che ci arrivano…
Sono un residente di via Verdi e vi racconto una cosa che è successa qualche giorno fa.
Nel nostro vicinato, tempo fa, avevamo anche raccolto firme perché un locale sotto casa era diventato un punto di via vai continuo e situazioni poco chiare. Per un periodo aveva chiuso.
Ora, da un paio di mesi, ha riaperto come se niente fosse.
L’altro giorno mi chiama la mia vicina: abitiamo entrambi al primo piano. Io affaccio all’interno del condominio e me la cavo un po’ meglio.
Lei invece affaccia sulla strada. Mi dice: “Non posso nemmeno aprire le finestre per far cambiare aria: mi sale in casa una puzza fortissima di marijuana”. Sono salito da lei e l’ho sentita anch’io, chiaramente, come se qualcuno stesse fumando lì sotto.
Abbiamo provato a chiamare le forze dell’ordine, ma in quel momento non si è risolto nulla.
E sapete qual è la parte peggiore? Che poi ti ritrovi a ragionare così: “È meglio non scendere a richiamarli, perché se qualcuno si sente ‘puntato’ magari se la prende con il condominio”. La mia vicina è sola, ha paura e preferisce restare anonima. E io la capisco.
Questa è la realtà: gente normale chiusa in casa, finestre chiuse, paura di esporsi, mentre sotto continua il solito giro.
Non è vita. Non è normale. E non è accettabile che un intero palazzo debba sentirsi ostaggio di quello che succede sotto casa.
Chi di dovere intervenga davvero, con controlli seri e continui. Perché qui non stiamo parlando di “sensazioni”: stiamo parlando di persone che non riescono nemmeno ad arieggiare casa, e che hanno paura anche solo a farsi sentire”.
