Cronaca

Aggressione alla Guardia medica: uomo distrugge una porta e minaccia di farsi del male

Momenti di paura questa mattina negli ambulatori della Guardia medica dell’Ospedale Maggiore.
Un uomo, in evidente stato di alterazione fisica, dopo essere stato sottoposto a visita ha preteso la prescrizione di un farmaco. Al rifiuto del medico di turno, ha reagito con violenza sferrando un pugno contro una porta a vetri, mandandola in frantumi. Subito dopo ha afferrato un frammento di vetro e ha minacciato di tagliarsi i polsi se la sua richiesta non fosse stata accolta.

Il personale sanitario ha immediatamente attivato le procedure di emergenza. Sul posto sono intervenuti la vigilanza interna e i carabinieri, che hanno immobilizzato l’uomo e lo hanno accompagnato al pronto soccorso per le cure necessarie ai tagli riportati alla mano durante l’atto di violenza. Al termine dell’intervento, l’uomo è stato denunciato per danneggiamento.

Sull’episodio è intervenuto il commissario straordinario dell’Azienda Usl e direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Anselmo Campagna:
«Ai medici del servizio di continuità assistenziale di Parma va la mia piena solidarietà e vicinanza per quanto hanno dovuto subire. Si è trattato di un fatto grave che, fortunatamente, non ha provocato conseguenze fisiche alle persone presenti. Episodi come questo rafforzano ulteriormente la necessità di garantire la massima sicurezza agli operatori. Sporgeremo denuncia nelle prossime ore».

Anche il direttore del Dipartimento aziendale Cure primarie dell’Azienda Usl, Faissal Choroma, ha sottolineato la tempestività dell’intervento:
«I referenti dei servizi tecnici, di prevenzione e protezione e della direzione sanitaria si sono attivati immediatamente dopo l’accaduto. La sede è già dotata di diverse misure di sicurezza, tra cui pulsanti di emergenza, registrazione delle chiamate e una telecamera nella sala d’attesa. L’Azienda continuerà, come da prassi, a realizzare e rafforzare attività formative dedicate alla gestione dei conflitti per il personale dipendente e convenzionato».