Cronaca

Contrasto alle deiezioni canine abbandonate: sempre più Comuni adottano il tracciamento del DNA. Anche Parma?

Con l’aumento della presenza di animali d’affezione, principalmente cani, è di pari passo proliferata anche l’odiosa presenza a terra di deiezioni non raccolte nelle vie, nelle piazze e nei parchi delle nostre città.
Un fenomeno che non ha soltanto risvolti di decoro urbano, ma comporta anche seri problemi di igiene.

Le feci abbandonate possono essere infatti veicolo di serie malattie parassitarie sia per gli altri animali che per l’uomo, che colpiscono maggiormente bambini, anziani e persone immuno depresse.
Le deiezioni pestate con le scarpe si depositano sotto le suole, e i parassiti che contengono vengono portati in giro anche per anni prima di essere accolti da un nuovo ospite, infestandolo.

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Inoltre la disgregazione delle deiezioni abbandonate a terra effettuata dagli agenti atmosferici produce parti volatili che si disperdono nell’aria e che noi respiriamo.

La buona notizia è che da alcuni anni la tecnologia ci viene in soccorso per contrastare l’abbandono delle deiezioni canine nelle nostre città. La soluzione si chiama banca dati del DNA canino.

Con la profilazione genetica si riescono ad individuare i proprietari dei cani che non raccolgono le deiezioni dei propri animali e a sanzionali come prevede la legge. Con un notevole effetto deterrente, in quanto i proprietari indisciplinati per non vedersi arrivare a casa la multa, che va da 75 fino a 500 euro, raccolgono.
Sempre più Comuni italiani stanno applicando con soddisfazione questo metodo, che vede la riduzione delle deiezioni canine non raccolte in misura considerevole, anche del 90 per cento; con marciapiedi e piazze finalmente puliti e percorribili.

I primi Comuni italiani ad applicare con soddisfazione il metodo sono stati Malnate in provincia di Varese e Carmagnola alle porte di Torino. Ma anche altre zone d’Italia si sono presto aggiunte. Ad esempio Vasto in Abruzzo, Atrani sulla costiera Amalfitana, Napoli, o Verbania sul lago maggiore, solo per citarne alcuni. E tanti altri Comuni si stanno aggiungendo, appoggiandosi ai Comuni di Carmagnola e di Malnate per ricevere utili informazioni.

Anche il Comune di Parma si è interessato al metodo e non è detto che non possa partire a breve un progetto pilota anche nella nostra città.