L’immaginario collettivo ci regala, quando si parla di bambini che vanno dal dentista, delle immagini che sono tutto tranne che confortanti.
Piccoli in lacrime e con l’aria terrorizzata che, di fatto, vivono come un trauma il tempo da passare nello studio del suddetto specialista.
Si tratta di un’immagine comune, che ha le sue radici nel fatto che, molto spesso, si porta il bambino dal dentista a scopo curativo. L’approccio giusto è un altro, ossia quello di aiutare i propri figli, fin dalla più tenera età, a familiarizzare con il mondo della prevenzione e delle cure dentali.
Vediamo, nelle prossime righe, i consigli da seguire relativamente a quando iniziare ad andare dal dentista.
Quando è meglio fare la prima visita dal dentista?
Nel periodo in cui spuntano i primi denti da latte – o decidui – è opportuno portare il bambino dal dentista solo in casi molto specifici.
Tra questi rientrano i traumi a carico della bocca successivi a cadute. Essenziale è consultare un dentista di fiducia anche nei frangenti in cui si dovesse vedere, tra i vari denti, uno che ha assunto una colorazione tendente al nero.
Attenzione: non è detto che il dentista a cui ci si affida per le proprie cure dentali e dal quale ci si trova bene per la rimozione delle carie o per il bite notturno sia il riferimento giusto.
Essenziale è che sia una figura esperta in pedodonzia. Come si può leggere sul sito di Centro Implantologico Medico, uno dei principali punti di riferimento per le cure dentali di tutta la famiglia in Veneto e in tutto il nord Italia, lavorare in questa branca dell’odontoiatria vuol dire andare oltre alla perizia tecnica.
Necessario, infatti, è che il professionista sia capace di rendere di alta qualità l’esperienza del piccolo, che deve vivere il tutto come un processo rilassante e, perché no, anche divertente.
Chiarita questa premessa, vediamo, nelle prossime righe, altri consigli preziosi per prendersi cura al meglio della salute orale dei piccoli.
La visita dal dentista attorno ai 3 anni e i consigli per il periodo successivo
Il compimento del terzo anno di età è uno spartiacque cruciale quando si parla di inizio del rapporto con il dentista.
Si tratta di un momento importante in quanto, con l’inizio della scuola dell’infanzia, cambia radicalmente l’alimentazione, che diventa più ricca e, in generale, caratterizzata da una maggior quantità di zuccheri.
Proprio in virtù di quest’ultimo aspetto, è essenziale fare attenzione a lavare bene i denti del piccolo (no, non basta la cena, ma è essenziale procedere a tutti i pasti).
La carie durante l’infanzia non va assolutamente sottovalutata; una cosa che non tutti sanno è il fatto che, in alcuni casi, può presentarsi a una profondità tale da richiedere il ricorso alla sigillatura.
Effettuata soprattutto a livello dei molari per via delle caratteristiche di questi denti, contraddistinti da una superficie esterna all’insegna dell’irregolarità, prevede l’utilizzo di resine, che vengono applicate sui denti permanenti (parliamo quindi di bambini dai 6-7 anni in su).
Per dovere di precisione, ricordiamo che l’applicazione delle resine viene presa in considerazione anche a fini preventivi (con un’efficacia che, man mano che l’età va avanti, si riduce notevolmente, arrivando attorno al 65% verso i 9 anni).
Non solo carie: le conseguenze della malocclusione
Abituare il bambino ad andare dal dentista fin da quando è piccolo è essenziale anche per un altro motivo, che nulla ha a che fare con la carie.
Si tratta della correlazione tra malocclusione, un’evenienza frequente durante l’infanzia, e insorgenza dell’otite.
Il primo problema causa uno slittamento mandibolare. Ciò comporta, ogni volta che la persona deglutisce, un contatto tra il condilo mandibolare, l’estremità superiore della mandibola, e il condotto uditivo interno.
