A 264 giorni di distanza dalla sua ultima apparizione, torna a parlare l’amministratore delegato del Parma Federico Cherubini.
La ricetta indicata dall’AD per uscire dal momento di crisi passa da una maggiore attitudine al lavoro sotto pressione e dalla ricerca di nuova leadership – non solo tecnica – negli elementi di maggiore esperienza della rosa. L’imperativo categorico resta quello di voltare pagina a partire dalla gara contro i friulani, spazzando via qualsiasi alibi legato al mercato estivo: Cherubini ha infatti rivendicato gli ingenti investimenti compiuti dalla società a fronte delle cessioni, pur prendendo atto di un rendimento iniziale non ancora allineato agli sforzi economici profusi.
Nel corso del confronto, toccati tutti i temi più caldi, dall’addio di Cuesta al futuro di Adrián Bernabé, ribadendo la piena sintonia con la proprietà e la totale volontà del presidente Kyle Krause di garantire allo staff tecnico le condizioni ideali per operare.
Su alcuni nodi cruciali, dichiarazioni interlocutorie, di facciata: per i rinnovi, rinviata ogni decisione alla sosta di novembre, quanto alla transizione tattica tentata da Cuesta, Cherubini ha smentito ingerenze societarie, pur lasciando aperto il dibattito sulla reale rispondenza tra gli interpreti acquistati sul mercato e le esigenze del nuovo modulo.
Le sue parole –« I problemi in campo? Questo è un compito che spetta al mister e al suo staff. Se in 8 partite abbiamo fatto 4 punti e siamo usciti prematuramente dalla Coppa Italia, evidentemente, i problemi sono più di uno solo. Ci sono qualità umane e tecniche per centrare l’obiettivo. Fare bilanci a ottoobre sul mercato estivo è prematuro. Per dare pareri su questo, specie con calciatori giovani, bisogna attendere. Insieme a mister Cuesta abbiamo fatto valutazioni, pensando anche al cambio modulo, e questo può aver portato a ragionare in più direzioni anziché in una sola. Siamo comunque soddisfatti per quanto riguarda la rosa, visto che il mister attualmente si trova nelle condizioni di poter fare diverse scelte grazie ai 26 giocatori a disposizione».
«Ho fatto riferimento alla pressione perché oggi viviamo un momento complicato ma abbiamo dimostrato di saper affrontare periodi come questo in maniera positiva. Nonostante sia solo la 9ª giornata, la prossima partita avrà già un peso importante. Sicuramente una delle cose su cui il mister dovrà lavorare sarà l’approccio. Contro Inter e Torino è stato sbagliato, mentre contro la Lazio sono stati fatti passi avanti. Il campo dà ragione a chi dice che la squadra si è indebolita. Per alcune cose, però, la squadra è la più assortita degli ultimi anni. Non sono scemo, mi accorgo che abbiamo perso elementi di valore, ma la rosa attuale ha tante possibilità».
Cuesta – «Esonerare un allenatore a settembre significa aver sbagliato qualcosa. Avremmo dovuto leggere prima le crepe estive, magari scegliendo un altro allenatore già in estate, ma confermare Cuesta al netto delle divergenze serviva a dare continuità al progetto».
Mercato di riparazione – «Tutti dobbiamo dare qualcosa in più. Se il campionato finisse oggi, saremmo in Serie B ed è evidente che serva qualcosa in più. I calciatori, soprattutto quelli che stanno rendendo al di sotto delle aspettative, sono consci di questo. Parlare di mercato di gennaio adesso è prematuro. Mancano due mesi e possiamo fare ancora tanto sul campo. Sono qui da 2 anni e sia nel gennaio 2025 che in quello del 2026 sono state fatte operazioni intelligenti. Non vedrei però il mercato come ancora di salvezza».
Valenti – «La decisione di mantenere fuori rosa Valenti non è data dalla situazione contrattuale ma da aspetti comportamentali. La scelta, presa con Cuesta, è stata mantenuta con Gilardino. Secondo noi non ci sono condizioni tali per rivalutare la decisione».
Situazione della squadra – «Dobbiamo essere oggettivi e dire che non abbiamo ancora ribaltato un risultato da situazione di svantaggio. La leadership, negli anni, è sempre stata distribuita nel gruppo e non nei singoli. Collettivamente, quel fuoco e quello spirito che sono stati elementi decisivi nella costruzione dei recenti risultati positivi, vanno ritrovati. Cambia il gruppo, cambiano gli obiettivi, ma ogni partita di Serie A sta dimostrando che anche da situazioni di svantaggio rimontare è possibile. Sono convinto che se il gol di Lontani fosse arrivato prima, la rimonta non sarebbe stata impossibile. Mi aspetterei di rivedere un Parma che lotta su ogni pallone e che dimostri voglia di tenere la categoria. A volte si può fare con maggiore qualità, a volte no. Ma, quanto meno, l’atteggiamento non deve mancare. Al Tardini dobbiamo trascinare il pubblico con l’atteggiamento, non solo con le giocate. Sono felice di sapere che sabato, sotto la curva, i giocatori abbiano ricevuto il sostegno e l’invito a rimanere uniti da parte dei tifosi».
Salvezza – «Le previsioni degli scorsi anni si sono sempre rivelate giuste. A ora, però, sembra essere troppo presto per farne. Alcune squadre, con le loro prestazioni, stanno alzando questa soglia, ma, dopo solo 8 giornate, è ancora presto. Noi, con la media attuale, abbiamo la certezza di non ottenere il risultato».
Nicolussi – «Ho sentito ricostruzioni sull’infortunio di Nicolussi sbagliate. Il giocatore ha iniziato la preparazione pensando di essere a disposizione, ma dopo poco tempo si è capito che fosse necessario operarsi. L’operazione è stata la stessa di Bernabé, solo che lui l’ha fatta a maggio. Abbiamo scelto, quindi, Sierro perché pensiamo possa portare le caratteristiche giuste. Lo abbiamo preso pochi giorni dopo l’operazione di Nicolussi. Diego Carlos, invece, è stato preso per sostituire Circati. Senza la sua partenza, non lo avremmo preso. Quando abbiamo capito che Circati aveva una forte volontà di partire, abbiamo preso un giocatore di leadership, personalità ed esperienza. Starà a lui, come agli altri nuovi, dimostrare le sue qualità sul campo».
I giovani – «I giovani che attraversano queste difficoltà crescono comunque. Ovvio che il navigare in acque più tranquille aiuterebbe ad avere una crescita senza pressioni, ma questa è la situazione. Siamo sempre tra le squadre più giovani, ma la gioventù non deve diventare un alibi. Abbiamo giovani forti, come Konate o Lontani. La proprietà non ha intenzione di interrompere questo progetto. L’altro giorno abbiamo fatto un’analisi ed è emerso che abbiamo 20-25 giocatori di enorme potenziale nel settore giovanile.
Per andare nella parte sinistra della classifica devi garantirti la salvezza. Per squadre come la nostra, l’obiettivo deve essere la salvezza. Oggi dobbiamo concentrarci su cosa abbiamo sbagliato e la proprietà dovrà fare le sue valutazioni, considerando diversi elementi. Dobbiamo rimanere lucidi e lottare. Credo che con qualche risultato la percezione può cambiare radicalmente, permettendoci di affrontare la quotidianità in maniera più tranquilla».
Bernabè – «Vorremmo incontrare l’agente. Uso il condizionale perché, per problemi suoi, non siamo ancora riusciti a rispettare i tempi che volevamo. Con i giocatori in scadenza vorremmo sederci e parlare prima della sosta di novembre. Ci sederemo, valutando se sono presente le condizioni per farlo rimanere o meno. Sarà importante fare chiarezza, per il bene di tutti: giocatore, dirigenza e tifosi. Speriamo, quindi, di avere una risposta durante la sosta.
Basandomi su quello che dice e come si comporta, non sembrano esserci criticità, ma ripeto: non abbiamo ancora parlato con l’agente».
Cambio modulo – «Noi tutti speravamo di mantenere la solidità difensiva dello scorso anno ma con maggiore pericolosità offensiva. Nessuno di noi, sottolineo, ha imposto a Cuesta un cambio modulo. Lui stesso voleva cambiare per cercare nuove soluzioni. Tutti noi lavoriamo per essere un Parma difficile da affrontare. Non vengo a vendere fumo: abbiamo perso 3 partite, subendo 8 gol e segnandone 1. Ma qualche segnale incoraggiante sembra esserci».
LA CRISI DELLE WOMEN «Allo stesso modo di come non siamo soddisfatti della sezione maschile, non lo siamo per la femminile. C’è stato un percorso parallelo, fatto di cambi di allenatori, con i nuovi che hanno ereditato situazioni di classifica complesse. Abbiamo preso un allenatore esperto, ma l’asticella va sicuramente alzata».
La difesa – «Nella sfida contro la Lazio penso che la squadra sia stata in campo in maniera ordinata. Non penso che i gol subiti in queste partite siano arrivate perché Gilardino abbia ordinato un attacco scriteriato. Sono arrivati per bravura dell’avversario. Purtroppo i fattori sono tanti. Speriamo di tornare alla nostra solidità difensiva, unita alla pericolosità offensiva. Però pensare di rifare 45 punti con 28 gol sarebbe impossibile».
Tifosi – «Su di loro ha influito sicuramente il fatto che non sono arrivati i risultati. Se avessimo fatto punti a Milano o a Roma, il mood sarebbe differente. Nessuno ha vissuto l’addio di Cuesta come una liberazione».
Krause – «Ci ho parlato al termine della sfida contro il Torino e non era felice, come tutti noi. Avere, però, una proprietà che sa rispettare i momenti di difficoltà è di enorme aiuto. Per questo, spero che quando lui viene a Parma possa godere di prestazioni differenti. Ha dato un messaggio di vicinanza e di dispiacere».
«Se ci aspettiamo un Krause che dopo la partita scenda in sala stampa a cacciare dirigenti vari, ci sbagliamo. Non vive l’umoralità tipica di chi vive in questo ambiente quotidianamente. Però è ovvio che si aspetta di più da tutti noi, perché per gli investimenti fatti ci aspettavamo tutti di più. Se miglioreremo saremo bravi, perché abbiamo tutto quello che serve; se non lo faremo, sarò il primo a metterci la faccia, perché questo fa parte del mestiere. Non perdiamo il focus: domani giochiamo contro l’Udinese. Il mio intervento qui, oggi, non è per togliere importanza alla partita, ma è per chiarire diverse questioni di questi mesi. Noi siamo uniti e abbiamo fiducia nel mister e nel suo staff»
