Ci sono città che in autunno perdono qualcosa e altre che invece ci guadagnano. Bologna appartiene senza dubbio al secondo gruppo, e la ragione è scritta nella sua architettura: quasi quaranta chilometri di portici nel solo centro storico, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, permettono di attraversare la città a piedi anche quando il cielo si chiude, senza rinunciare a niente.
A questo si aggiunge il calendario. Con la fine dell’estate riparte la stagione culturale, i musei inaugurano le grandi mostre destinate a durare fino all’inverno e la cucina locale torna sui piatti che d’agosto nessuno ordina. È il momento in cui una gita di giornata rende più che in qualsiasi altro periodo dell’anno.
Arrivare in auto e muoversi in centro
Chi raggiunge Bologna in automobile deve fare i conti con un elemento che condiziona tutto il resto, cioè la zona a traffico limitato che protegge il centro storico. È la ragione per cui conviene decidere prima dove lasciare il veicolo, invece di scoprirlo una volta arrivati davanti ai varchi.
Su questo fronte, è possibile consultare online la selezione di parcheggi a Bologna su MyParking, che comprende un’ampia gamma di strutture convenzionate collocate nei punti più strategici della città. Alcune di queste strutture si trovano fuori dalla zona a traffico limitato, mentre per quelle che ricadono al suo interno è il parcheggio stesso a occuparsi della regolarizzazione della targa, il che risolve in partenza il timore più diffuso di chi arriva da fuori.
Un altro aspetto pratico riguarda il modo in cui si imposta la ricerca. Oltre a cercare genericamente in città, si può partire da un indirizzo preciso, per esempio quello del museo o del teatro che si ha in programma di raggiungere, e ottenere le soluzioni più comode rispetto a quel punto. La collocazione centrale delle strutture fa il resto, perché una volta lasciata l’auto la visita prosegue a piedi, che a Bologna è comunque il modo migliore per muoversi.
Cosa vedere in una giornata
Il punto di partenza naturale è Piazza Maggiore, con la mole incompiuta della Basilica di San Petronio su un lato e Palazzo d’Accursio sull’altro. È proprio da qui che si sale alla Torre dell’Orologio, che porta a due terrazzi panoramici affacciati sulla piazza. Vale la pena saperlo perché la Torre degli Asinelli, il punto panoramico più famoso della città, resta chiusa da alcuni anni per i lavori di messa in sicurezza della vicina Garisenda: le Due Torri si ammirano dal basso, e il colpo d’occhio dall’alto si prende altrove.
A pochi passi si trova il Palazzo dell’Archiginnasio, prima sede stabile dell’Università di Bologna, che custodisce il Teatro Anatomico interamente rivestito in legno di abete, visitabile con guida o audioguida. Sempre in centro, Palazzo Pepoli ospita il museo dedicato alla storia della città, con un percorso interattivo distribuito in trentaquattro sale.
Chi ha voglia di camminare non dovrebbe rinunciare al Portico di San Luca, la salita porticata che dalla città conduce al santuario sul Colle della Guardia. È l’esperienza più bolognese che esista, e in autunno, con la foschia sulla pianura e i colori del bosco ai lati, rende molto più che in estate. Per chi preferisce restare in piano c’è il complesso di Santo Stefano, noto come le Sette Chiese, e il Quadrilatero, il reticolo di vie tra le botteghe alimentari che è il modo più diretto per capire il rapporto tra questa città e il cibo.
Le mostre e gli appuntamenti della stagione
L’autunno bolognese è particolarmente ricco, e la buona notizia è che le esposizioni principali sono già aperte.
Palazzo Pallavicini ne ospita due contemporaneamente. Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazioneraccoglie una trentina di macchine ricostruite in legno e materiali d’epoca a partire dai disegni originali del maestro, e resta visitabile fino al 17 gennaio. Nelle stesse sale c’è Un capolavoro di giornata. Il tempo dipinto, che riunisce oltre cento dipinti dell’Ottocento ordinati secondo l’ora del giorno rappresentata, anch’essa aperta fino al 17 gennaio. Con una sola sosta se ne vedono due.
Alla Pinacoteca Nazionale è in corso Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, che resterà allestita fino al 10 gennaio. A Palazzo Albergati, invece, ha aperto Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen: oltre cento opere presentate per la prima volta, con la curatela di Jordi Falgàs, in un percorso dedicato alla Barcellona a cavallo tra Ottocento e Novecento, nell’anno del centenario della morte di Gaudí. Chiude il 29 marzo.
Due appuntamenti sono invece in arrivo, entrambi dal 24 ottobre. A Palazzo Pepoli apre Edith Tudor Hart. Tra fotografia e spionaggio, in programma fino al 28 febbraio. E a Savigno, una quarantina di chilometri dalla città, prende il via Tartófla, il festival internazionale del tartufo bianco, che andrà avanti fino al 15 novembre.
I sapori dell’autunno bolognese
La stagione fredda è quella in cui la cucina locale dà il meglio, perché nasce per scaldare. Il piatto simbolo dell’autunno bolognese sono i tortellini in brodo, che qui non si servono asciutti e che nel brodo di cappone trovano la loro forma canonica. Accanto ci sono le tagliatelle al ragù, la cui ricetta è depositata alla Camera di Commercio di Bologna, e i tortelloni di ricotta e prezzemolo conditi con burro e salvia.
Tra i primi meno noti fuori dai confini emiliani merita una prova la zuppa imperiale, un piatto in brodo a base di semolino, uova e parmigiano tagliato a cubetti, che si trova quasi soltanto in questa stagione. Sul fronte dei salumi la mortadella resta il riferimento, meglio se tagliata spessa e accompagnata dalle crescentine, le sfoglie di pasta cotte tra dischi roventi che altrove chiamano tigelle.
Poi ci sono i prodotti che arrivano solo adesso. Le castagne dell’Appennino bolognese compaiono nei mercati e nei banchi del Quadrilatero da ottobre, mentre il tartufo bianco delle colline attorno a Savigno è il vero lusso di stagione, ed è la ragione per cui vale la pena programmare una deviazione fuori città. Bologna, del resto, ha sempre raccontato sé stessa attraverso la tavola, e l’autunno è la stagione in cui lo fa con più convinzione.
