Parma Calcio

Cuesta, l’eleganza del congedo. Analisi dei perché dietro l’addio

Se ne è andato in silenzio, ma suscitando un gran clamore, Carlos Cuesta. Più o meno come quando arrivò. Giovane e sconosciuto, pensarono tutti fosse una follia sceglierlo.

Poi l’avvio difficoltoso e un prosieguo miracoloso. I perché dell’addio risiedono forse nell’estate, anzi, nel finale della scorsa stagione. Quando disse “parlerò con la società per capire se abbiamo obiettivi comuni”.

La scelta, poi, di proseguire insieme. L’idea di passare a un gioco “più offensivo”. E lì forse si è rotto qualcosa.

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Carlos giovane, ambizioso, che vive per il calcio. Un mercato strano, fatto, all’apparenza, più per toppare le partenze che per accontentare l’allenatore.

Chiesti esterni, arrivate prime punte. Le cessioni di lusso, di nuovo. Troppa fretta di vendere, poca coerenza nel comprare. E come fai gioco se non hai gli uomini?

Carlos che prima della Juve non incontra la stampa, parla Corvi. “Sarà stufo di parlare di mercato” – pensa la sala stampa.

Le difficoltà. La prima vittoria col Genoa. Le lacrime nel commentare l’incontro con Nevio Scala il giorno prima. Forse, il preludio della scelta di andare. Un saluto.

Oggi il congedo, elegante. Nel suo stile. A chi verrà, non sarà facile essere come lui, allenatore e filosofo. Poliglotta, intelligente, elegante. Distante dal mondo folle del calcio di oggi.Vincente nella testa.

Il congedo di Cuesta sui social – “Parma, grazie. È stato un anno e mezzo intenso dove ho dato tutto me stesso, fino all’ultimo giorno, per una squadra e per un club ai quali mi sono legato profondamente. Purtroppo non ci sono più le condizioni per proseguire questo percorso, ma questo non cambia il valore di un’esperienza ricchissima, che porterò sempre con me.

Sarò sempre grato alle persone che mi hanno dato l’opportunità di rappresentare questo club per la fiducia che mi hanno dimostrato. È stata una responsabilità che ho cercato di onorare al meglio, ogni giorno. Un viaggio che mi ha permesso di conoscere persone di grande spessore, costruire rapporti che rimarranno per sempre e vivere la passione di una piazza storica con cui abbiamo condiviso tanti momenti, alcuni difficili ma tanti altri di grande bellezza.

La linea guida è stata sempre e solo una: fare ciò che ritenevo giusto per raggiungere gli obiettivi del club. È stato stimolante raggiungerli, così come lo è stata la ricerca continua e convinta di una strada per migliorare ed evolversi insieme. Grazie alla società, ancora una volta, per tutto quello che abbiamo condiviso in questo percorso. Grazie al mio staff per la passione, la competenza e la collaborazione costante.

Grazie a tutte le persone che lavorano per il club, per la loro professionalità e il loro affetto. Grazie infinite ai tifosi, per il sostegno e il calore che non ci avete fatto mai mancare. Abbiamo dato tutto per rendervi orgogliosi e per onorare la maglia che rappresentavamo. E un grazie speciale ai giocatori, per l’apertura e la dedizione che mi hanno sempre dimostrato. Siamo stati una famiglia unita che ha lottato fino all’ultimo minuto per ottenere quello che abbiamo sempre voluto: Vincere”.

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