Una svastica sulla porta dello studio di un professore dell’università di Parma. “Nella mattinata del 27 luglio -si legge nel comunicato del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali, firmato da un centinaio di colleghi del docente- presso la Palazzina Feroldi, la porta dello studio del professor Fabio Landini è stata oggetto di un grave atto vandalico. Alcuni adesivi riconducibili all’iniziativa “Parma Antifascista” sono stati deliberatamente rimossi e sulla porta è stata tracciata una svastica”.

“Le colleghe e i colleghi sottoscrittori esprimono la propria piena solidarietà al professor Landini e condannano con fermezza un gesto che, al di là del danno materiale, assume un evidente carattere intimidatorio e rappresenta un’offesa all’intera comunità universitaria”, si legge nel comunicato del dipartimento.
Un episodio condiviso su Facebook dallo stesso docente di Economia applicata, originario del Reggiano. Nelle foto pubblicate dal professore si vede sia la porta con gli adesivi rimossi, sia il simbolo della svastica disegnato dagli ignoti autori dell’atto di vandalismo.

FORTE CONDANNA
“La svastica -prosegue il comunicato- richiama un’ideologia responsabile della guerra, della persecuzione, della deportazione e dello sterminio di milioni di persone. Dalla sconfitta del nazifascismo, dalla Resistenza e dalla Liberazione è nata la Repubblica italiana, la cui Costituzione trova il proprio fondamento nel ripudio di ogni forma di totalitarismo e nell’affermazione dei valori di libertà, pluralismo, democrazia, uguaglianza e dignità della persona.
Per questa ragione, l’utilizzo di tale simbolo all’interno di un luogo universitario non può essere considerato una semplice provocazione o un generico atto vandalico. Esso colpisce i principi fondamentali sui quali si fondano la nostra convivenza civile e la stessa missione delle istituzioni pubbliche”.

“Quanto accaduto -si legge alla fine del comunicato- desta particolare preoccupazione in un contesto segnato dalla crescente diffusione di manifestazioni di intolleranza, radicalizzazione e violenza simbolica. Riteniamo pertanto necessario che la comunità accademica risponda in modo fermo e unitario, riaffermando il carattere democratico e antifascista della Repubblica e i valori costituzionali che ispirano l’azione dell’Università. Confidiamo che l’Ateneo assuma tutte le iniziative necessarie per accertare le responsabilità, tutelare le persone coinvolte e ribadire pubblicamente la propria piena adesione ai principi della Costituzione repubblicana”.
