“Fare chiarezza su un presunto episodio che, qualora fosse confermato, meriterebbe il massimo approfondimento”. È questo l’obiettivo dell’interrogazione depositata dal consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza, per chiedere di verificare se corrispondano al vero alcune informazioni riguardanti un intervento chirurgico eseguito presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
“Attraverso alcune segnalazioni siamo venuti a conoscenza di un episodio che, se confermato, desterebbe forte preoccupazione”, dichiara Fiazza. “Secondo le informazioni pervenute, – aggiunge Emiliano Occhi, dirigente della sezione della Lega di Parma – nel corso di un intervento chirurgico uno strumento operatorio sarebbe rimasto all’interno della cavità addominale del paziente, rendendo necessario un successivo intervento. Non intendiamo formulare giudizi anticipati, pertanto abbiamo ritenuto doveroso utilizzare lo strumento dell’interrogazione affinché la Regione possa verificare i fatti e fornire risposte puntuali, confidando, vista la gravità del caso, in una risposta celere”. Nell’interrogazione Fiazza chiede alla Regione se sia a conoscenza dell’episodio, se siano state avviate le verifiche previste, se l’eventuale evento avverso sia stato segnalato agli organismi competenti e quali misure siano state adottate o si intendano adottare per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.”Non stiamo puntando il dito contro nessuno -concludono gli esponenti del Carroccio -. Vogliamo semplicemente sapere se i fatti corrispondano al vero e, in caso affermativo, se tutte le procedure previste siano state rispettate. La sicurezza dei pazienti è un tema sul quale non possono esserci zone d’ombra: l’Ospedale Maggiore rappresenta un punto di riferimento per il nostro territorio. Proprio per questo riteniamo corretto che ogni eventuale episodio venga verificato con la massima trasparenza”.
La replica dell’Ausl: “Dopo la denuncia della Lega, Ausl e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma confermano che l’episodio dello strumento chirurgico dimenticato nell’addome del paziente, è realmente accaduto lo scorso 7 maggio e che è stato gestito nell’immediato e segnalato a Regione e Ministero secondo le procedure previste. “Quanto accaduto – spiegano – non ha creato alcuna conseguenza”.
Nell’immediato post-operatorio, dopo i controlli e il check dello strumentario chirurgico previsti dalle procedure aziendali, è emersa la necessità di riportare la paziente in sala operatoria per risolvere il problema”.
