Una notte di eccessi nel cuore della movida di Parma si è trasformata in una brutta avventura per un uomo che, dopo aver esagerato con le bevande alcoliche, si è addormentato profondamente ai tavolini esterni di un locale in strada Farini. Erano circa le due e mezza della notte dello scorso 6 giugno quando l’uomo, svegliato da un passante che lo avvertiva di aver visto un gruppo di giovani allontanarsi dopo avergli frugato nelle tasche, ha incrociato una pattuglia delle Volanti della Polizia di Stato in transito nella via.
Ancora visibilmente alterato, il malcapitato ha subito controllato i propri effetti personali, accorgendosi del furto del suo smartphone, di una manciata di monete e dei propri documenti personali, questi ultimi poi ritrovati abbandonati a poca distanza dal locale. I poliziotti hanno immediatamente fatto scattare le ricerche, raccogliendo i primi dettagli sul possibile identikit dei responsabili.
Il pezzo mancante del puzzle è arrivato quasi contemporaneamente da un’altra pattuglia della Questura, che poco prima aveva identificato un gruppo di ragazzi proprio nel centro cittadino. Sentita la nota di ricerca via radio, gli agenti si sono ricordati che uno dei giovani controllati stringeva tra le mani due telefoni cellulari, uno dei quali corrispondeva perfettamente alla descrizione di quello appena rubato in strada Farini.
È iniziata così una rapida caccia all’uomo nelle vie del centro, culminata intorno alle 3:20 in strada Garibaldi, dove i poliziotti sono riusciti a rintracciare il sospettato. Si tratta di un cittadino domenicano di 22 anni, regolarmente residente sul territorio nazionale. Messo di fronte alle domande degli agenti, il giovane ha mostrato spontaneamente i due dispositivi: se per il primo ha dichiarato la legittima proprietà, per il secondo non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione plausibile, limitandosi ad ammettere che non fosse suo.
Il telefono è stato immediatamente sequestrato per essere restituito al proprietario, mentre il ventiduenne è stato accompagnato negli uffici della Questura e denunciato in stato di libertà con l’accusa di ricettazione.
