Politica

Governance Poll 2026: Michele Guerra da secondo a settimo. Sara Funaro (Firenze) è la più amata d’Italia

È stata pubblicata l’edizione 2026 del Governance Poll, la storica classifica sul gradimento dei primi cittadini e dei governatori regionali realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. I dati di quest’anno evidenziano un trend generale di flessione per gli amministratori locali, specchio di un elettorato sempre più esigente e influenzato dalle difficoltà economiche e sociali.

Il focus su Parma: Guerra scende al settimo posto

Dopo l’eccellente exploit dello scorso anno, il sindaco di Parma Michele Guerra registra una battuta d’arresto nel gradimento dei suoi cittadini. Guerra passa dal 65% di consensi del 2025 (quando era secondo) al 60% attuale, scivolando in settima posizione (in ex aequo con Mario Conte di Treviso e Chiara Frontini di Viterbo). Un calo di 5 punti percentuali che riflette la complessità del momento amministrativo, pur mantenendo il primo cittadino saldamente nella top 10 nazionale.

La classifica dei Sindaci: Firenze sul podio, storica prima volta

Per la prima volta nella storia del sondaggio, lo scettro di sindaco più apprezzato d’Italia va a una donna: Sara Funaro, prima cittadina di Firenze, che vola al 66% di gradimento (+5,4% rispetto al giorno delle elezioni).

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La Top 10 del gradimento:

  1. Sara Funaro (Firenze) – 66%
  2. Marco Fioravanti (Ascoli Piceno) – 65% (cede il primato dello scorso anno ma resta sul podio)
  3. Gaetano Manfredi (Napoli) – 64% (+1,1% rispetto alle urne)
  4. Massimo Zedda (Cagliari) – 63%
  5. Federico Basile (Messina) – 62%
  6. Pierluigi Biondi (L’Aquila) – 61%
  7. Michele Guerra (Parma), Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) – 60%
  8. Giuseppe Sala (Milano), Clemente Mastella (Benevento) – 59,5%

L’andamento nelle grandi città

Tra i grandi centri urbani si registrano performance alterne. A Roma, Roberto Gualtieri si piazza al 41° posto con il 54%: pur perdendo terreno rispetto al giorno del voto, recupera terreno rispetto al pesante crollo dello scorso anno (quando era sceso al 47%). Segno meno anche per Matteo Lepore a Bologna (64° posto con il 51%, in calo di 11 punti rispetto alle elezioni) e Stefano Lo Russo a Torino (33° posto con il 55%). Esordio positivo invece per Silvia Salis a Genova, che si attesta al 33° posto con il 55% (+3,5% sul dato elettorale). Nota dolente per Vito Leccese a Bari, che crolla al 19° posto perdendo quasi 14 punti rispetto al giorno della sua elezione.

I Presidenti di Regione: volano i nuovi eletti

Sul fronte dei Governatori, la classifica premia l’effetto novità, mettendo in testa due presidenti al loro primo anno di mandato.

In vetta si posiziona Antonio Decaro (Puglia) con il 66% dei consensi, tallonato da Alberto Stefani (Veneto) al 65%: entrambi vedono crescere la propria popolarità rispetto al voto dello scorso novembre. Terzo gradino del podio per Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) al 64%.

A seguire troviamo Roberto Occhiuto (Calabria) e Alberto Cirio (Piemonte) appaiati al 60%, mentre Attilio Fontana (Lombardia) è sesto al 57%. Chiudono la top 10 Eugenio Giani (Toscana, 56,5%), Renato Schifani (Sicilia) e Vito Bardi (Basilicata) a pari merito all’ottavo posto, e la coppia Roberto Fico (Campania) – Francesco Acquaroli (Marche) in decima posizione.

L’analisi del sondaggista: “Pesa più la percezione che le opere”

“L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso”, spiega Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi.

Secondo l’esperto, il giudizio dei cittadini è radicalmente cambiato:

  • Nuove priorità: Nelle valutazioni pesano oggi fattori esterni come il disagio sociale, l’inflazione, la crisi economica e la sicurezza urbana.
  • Percezione vs Realtà: Il cittadino non giudica più solo le opere pubbliche realizzate o i bilanci in ordine, ma la percezione del degrado o della perdita della qualità della vita.
  • La sfida della fiducia: “Amministrare è diventato molto più complesso. Non basta governare bene, occorre anche riuscire a trasmettere fiducia e rassicurare la comunità”, conclude Noto.