Cronaca

Tentano di raggirare un anziano, ma è un Carabiniere in congedo. Due arresti a Noceto

Pensavano di aver trovato l’ennesima vittima vulnerabile da ripulire con la classica truffa del finto guaio giudiziario. Non potevano immaginare, invece, di aver composto il numero di un brigadiere dei carabinieri in congedo.

Il militare in pensione, 79 anni, ha dimostrato che il sangue freddo e l’istinto investigativo non sbiadiscono con l’età: assecondando i malviventi e coordinandosi con i colleghi in servizio, ha teso loro una trappola perfetta, facendoli arrestare in flagrante.

I fatti si sono svolti nel primo pomeriggio del 3 luglio, intorno alle 14:00, a Noceto (Parma). L’anziano ha ricevuto una chiamata sul telefono fisso da un sedicente “Funzionario del Tribunale di Parma”. Il truffatore ha tentato la carta del terrorismo psicologico: ha raccontato all’uomo che la targa della sua auto era stata collegata a una sanguinosa rapina in gioielleria.

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Per “dimostrare la sua estraneità ai fatti”, il finto cancelliere gli ha ordinato di:

  • Redigere un elenco scritto di tutti i gioielli e preziosi presenti in casa.
  • Avvolgerli in un panno per “confrontarli con la refurtiva”.
  • Consegnarli a un “collaboratore del tribunale” che stava per raggiungere l’abitazione.

Il brigadiere ha finto di abboccare all’amo. Mentre teneva l’interlocutore occupato al telefono, è riuscito contemporaneamente ad allertare la Stazione Carabinieri di Noceto. I militari in servizio hanno raggiunto la casa in pochi minuti, appostandosi all’interno e all’esterno.

L’attesa è durata pochissimo:

  1. L’esattore bloccato: Il finto collaboratore si è presentato alla porta sicuro di riscuotere il bottino, ma si è trovato di fronte i Carabinieri veri, che lo hanno immediatamente bloccato.
  2. Il complice incastrato: Nel frattempo, un secondo equipaggio ha circondato l’auto del “palo”, che aspettava in strada a motore acceso, impedendogli ogni via di fuga.

La prova schiacciante: Durante la perquisizione del veicolo, i militari hanno sequestrato quattro telefoni cellulari. Schermo acceso su uno di questi: il navigatore satellitare era ancora impostato sull’indirizzo esatto dell’ex brigadiere.

I due complici, italiani di 23 e 28 anni, sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso. Il giudice ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.