“Le associazioni e le comunità ucraine di Parma e dell’Emilia-Romagna esprimono profondo rammarico e forte perplessità per la presenza di Alessandro Orsini in un evento patrocinato dal Comune di Parma”, inizia così il comunicato congiunto delle comunità e delle associazioni ucraine locali e regionali, in merito alla rassegna di Luca Sommi “Dedalo”, che domani chiuderà alle 21 in piazza Garibaldi, con Alessandro Orsini, direttore del Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Università di Roma Tor Vergata.
“Desideriamo essere molto chiari: non mettiamo in discussione -prosegue il comunicato- il diritto di alcuno a esprimere le proprie opinioni. La libertà di parola è un valore fondamentale che difendiamo proprio perché oggi il nostro Paese combatte contro un’aggressione che nega libertà, diritti e sovranità”.
Per questo motivo le comunità ritengono “incomprensibile che un evento patrocinato da un’istituzione pubblica venga proposto senza alcuna forma di contraddittorio e senza la presenza di esperti, analisti o testimoni diretti capaci di offrire una lettura più oggettiva e trasparente del conflitto”.
CONTESTATE LE POSIZIONI DI ORSINI
Ad essere contestate in particolare sono le posizioni di Orsini sul conflitto russo-ucraino, che, secondo le comunità, sarebbero “totalmente sovrapponibili a quelle del Cremlino e per una resa incodizionata del popolo ucraino”. “Sono da anni oggetto di forti contestazioni nel mondo accademico italiano e internazionale. Che tali posizioni -prosegue il comunicato- vengano presentate in un incontro pubblico è legittimo. Ciò che appare discutibile è che avvenga sotto il patrocinio del Comune di Parma senza che sia garantito quel pluralismo che dovrebbe rappresentare un principio fondamentale di ogni iniziativa culturale promossa o sostenuta da un’istituzione pubblica”.
LA RICHIESTA AL COMUNE DI PARMA
“Il nostro stupore -termina il comunicato- è tanto maggiore perché il Comune di Parma ha sempre dimostrato attenzione, solidarietà e vicinanza al popolo ucraino. In questi anni l’amministrazione comunale ha sostenuto iniziative di accoglienza, solidarietà e sensibilizzazione che abbiamo apprezzato e riconosciuto pubblicamente. Per questo motivo chiediamo all’assessorato alla Cultura di spiegare le ragioni che hanno portato alla concessione del patrocinio, e di chiarire perché non sia stata prevista la partecipazione di interlocutori in grado di rappresentare la posizione dell’Ucraina, dell’Europa e della comunità internazionale”.
