Ho letto con stupore le dichiarazioni del PD locale sulle carceri. Colpisce una contraddizione evidente: da un lato si denunciano con sovraffollamento, carenza di personale e altre presunte criticità del sistema penitenziario, dall’altro si evita accuratamente di affrontare una delle principali cause di questa situazione e non si verifica nemmeno l’enorme incremento di assunzioni nella polizia penitenziaria”. Così Laura Cavandoli, della Lega.
“Se davvero si vuole affrontare il tema delle carceri con serietà, occorre guardare i numeri veri. Nelle carceri dell’Emilia-Romagna oltre la metà dei detenuti è straniera. Eppure è proprio il Partito Democratico che lamenta gli effetti di una situazione senza interrogarsi sulle proprie politiche che per anni hanno favorito un’immigrazione intensiva e volutamente incontrollata che ha impedito il rimpatrio degli asseriti minorenni e reso complicato quello di chi commette reati e non ha titolo per rimanere nel nostro Paese”.
“Ridurre il numero dei detenuti stranieri attraverso il rimpatrio di chi delinque o con accordi più efficaci e procedure più rapide significa alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari, migliorare le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e consentire una gestione più efficace dei percorsi di recupero. Sono questi i temi concreti che gravano sulle nostre carceri e su cui bisognerebbe concentrarsi, al di là dello spot per la riunione del consiglio comunale”.
“Se l’obiettivo è trovare soluzioni ai problemi delle carceri servono interventi concreti e scelte coraggiose come quelli che sta facendo il governo partendo dalle 7.500 assunzioni nella polizia penitenziaria. Se invece l’obiettivo è una passerella mediatica, allora si comprende meglio questo trasporto emotivo”.
“Gli agenti della Polizia Penitenziaria, gli operatori e gli stessi detenuti hanno bisogno di risposte concrete e noi continuiamo a lavorare per dargliele”.
