Cronaca

Tre euro all’ora e zero diritti: smantellata rete di caporalato del volantinaggio tra Parma, Piacenza e Lodi

Una maxi-inchiesta coordinata dalla Guardia di Finanza di Cremona e dalla locale Procura della Repubblica ha fatto luce su un drammatico circuito di super-sfruttamento della manodopera. Sei persone di nazionalità indiana e pakistana sono state denunciate con l’accusa di caporalato.

Il sistema si basava sul reclutamento di lavoratori in estremo stato di bisogno — principalmente cittadini indiani, pakistani e bangladesi — molti dei quali entrati clandestinamente in Italia, privi di documenti o richiedenti protezione internazionale.

L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha svelato le condizioni a cui erano sottoposti i lavoratori per la distribuzione porta a porta dei volantini commerciali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO):

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  • La retribuzione: Circa 3 euro all’ora, totalmente in nero, a fronte degli 8,55 euro previsti dal contratto collettivo nazionale di riferimento.
  • Zero tutele: L’assenza di un regolare contratto privava i lavoratori di qualsiasi assistenza previdenziale, assicurativa e del rispetto delle norme d’igiene e sicurezza sul lavoro.
  • Il territorio: Il servizio copriva capillarmente le province di Cremona, Piacenza, Parma e Lodi.

Il sistema criminale si reggeva su una catena di subappalti studiata per abbattere i costi e massimizzare i profitti. Al vertice della filiera sono state individuate due società con sede a Piacenza.

Secondo gli inquirenti, l’amministratore unico delle due società piacentine — nei cui confronti è stato ravvisato un illecito amministrativo — riceveva le commesse direttamente dalle grandi catene di supermercati. Successivamente, affidava il lavoro in subappalto alle quattro ditte individuali gestite dai caporali, consapevole del sistematico sfruttamento a cui i lavoratori sarebbero stati sottoposti.