Allarme ludopatia a Parma: quasi un miliardo di euro in fumo. L’Ausl potenzia le cure e il “tutoraggio economico”.
Il report “Pane&Azzardo” di Federconsumatori fotografa una provincia travolta dalla febbre del gioco, soprattutto online. L’Azienda Usl scende in campo con équipe multidisciplinari per sostenere i giocatori e le loro famiglie.
I numeri del fenomeno: Parma è seconda in Emilia-Romagna
La “febbre da gioco” non accenna a placarsi a Parma e provincia. Secondo l’ultimo report “Pane&Azzardo” di Federconsumatori Emilia-Romagna (basato sui dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), il giro d’affari sul territorio sfiora il miliardo di euro, assestandosi a circa 946 milioni di euro all’anno.
Tradotto in cifre pro-capite, significa che ogni residente maggiorenne spende in media 2.450 euro all’anno in azzardo. A trainare la crescita è soprattutto il gioco online, che ormai rappresenta il 52% delle giocate complessive (con un aumento di oltre 51 milioni di euro nell’ultimo anno monitorato). Questo triste primato colloca Parma al secondo posto nella regione per l’online, superata solo da Bologna.
La mappa del rischio in provincia
- Tizzano Val Parma: Il comune con l’impennata più marcata sia nel gioco fisico che online.
- Polesine Zibello: Qui la spesa pro-capite sul web supera addirittura la media nazionale.
- Sorbolo Mezzani: Evidenziata una crescita significativa del comparto online.
Il dato più drammatico riguarda però le perdite reali: i cittadini di Parma e provincia hanno bruciato oltre 153 milioni di euro. Sono proprio questi crolli finanziari a spingere, nella maggior parte dei casi, i giocatori o i loro familiari a chiedere aiuto.
L’identikit di chi chiede aiuto: spuntano i “finti trader”
Il disturbo da gioco d’azzardo è una dipendenza comportamentale a tutti gli effetti. Attualmente il Servizio Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma segue circa 100 persone, di cui:
- Oltre il 92% uomini;
- Un’età media di 43 anni;
- 31 nuovi accessi registrati nell’ultimo anno.
Mentre le scommesse sportive e le slot machine rimangono le insidie principali (rappresentando il 30% dei casi ciascuna), seguite da Gratta&Vinci e Lotto, emerge una nuova e preoccupante tendenza: il trading online compulsivo.
“Si tratta spesso di quarantenni che frequentano corsi per operare sui mercati finanziari”, spiega Simonetta Gariboldi, responsabile del Servizio Dipendenze patologiche di Fidenza e referente Ausl per il gioco d’azzardo. “Quando l’attività speculativa diventa un’ossessione, iniziano a chiedere aiuti economici ai familiari per coprire le perdite o continuare a investire, rincorrendo il denaro perso con rischi sempre maggiori”.
Nelle donne, invece, si registra una maggiore diffusione del Bingo, spesso legato a dinamiche di solitudine o a particolari fasi della vita, come la “sindrome del nido vuoto” quando i figli lasciano la casa.
Come riconoscere il disturbo: i campanelli d’allarme
Secondo gli esperti dell’Ausl, si può parlare di patologia quando il disagio è significativo e si protrae nel tempo. I sintomi principali includono:
- Bisogno di giocare somme di denaro sempre più alte per raggiungere l’eccitazione desiderata.
- Irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco.
- Pensieri ricorrenti legati al gioco (rivivere esperienze passate, pianificare la giocata successiva).
- Il tentativo continuo di “rincorrere” le perdite (giocare ancora per recuperare i soldi persi).
- Compromissione di relazioni affettive, lavoro o studi.
Il percorso di cura: terapia e “scudo” finanziario
Per fermare questa spirale, l’Ausl di Parma schiera équipe multidisciplinari composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori e infermieri.
Il percorso terapeutico non si limita al supporto psicologico per scavare nelle cause profonde del disagio (lutti, depressione, solitudine), ma interviene anche sul piano pratico con il “tutoraggio economico”. Questa misura, che coinvolge attivamente le famiglie, prevede tutele legali e pratiche per limitare o bloccare l’accesso del paziente a carte di credito, conti online e contanti, impedendo così la prosecuzione del comportamento compulsivo.
I percorsi sono lunghi e complessi, specialmente quando la ludopatia si associa all’abuso di alcol o sostanze, e le ricadute fanno parte del processo di guarigione.
L’insidia nei videogiochi per i più giovani
In chiusura, la dottoressa Gariboldi lancia un monito che riguarda le nuove generazioni: l’introduzione di meccanismi simili all’azzardo (come i premi a pagamento o le loot box) all’interno dei normali videogiochi. “Non è ancora azzardo”, precisa la responsabile, “ma sono dinamiche basate sulla sfida e sulla ricompensa che abituano i ragazzi a questo mindset. Inoltre, i pagamenti digitali anestetizzano la percezione del denaro, dando l’illusione che tutto sia gratuito o senza conseguenze”.
Come chiedere aiuto: il servizio è gratuito e anonimo
L’Azienda Usl ricorda che l’accesso ai Servizi per le dipendenze patologiche (SerDP) è diretto, completamente gratuito e coperto dal segreto professionale (anonimo).
Non serve la ricetta del medico curante. È possibile presentarsi direttamente negli ambulatori del territorio durante gli orari di apertura o richiedere informazioni e contatti telefonici consultando il sito ufficiale ausl.pr.it.
