Cronaca

Fiamme all’ex Aqualena: l’ombra del dolo su una struttura già nel baratro

Venerdì sera, poco dopo le 22:30, il quartiere residenziale a ridosso di via Sidoli è stato improvvisamente avvolto da una densa coltre di fumo. L’odore acre ha spinto decine di residenti di via Ximenes ad affacciarsi preoccupati ai balconi e, compresa la gravità della situazione, a richiedere l’intervento immediato dei soccorsi. Il rogo ha colpito l’Aqualena, lo storico centro sportivo dotato di piscina e palestra che da anni versa in stato di abbandono a causa di intricate vicende giudiziarie.

L’arrivo tempestivo di due squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dagli agenti della Polizia di Stato, ha fortunatamente evitato il peggio. Le fiamme sono state circoscritte con rapidità, limitando i danni principalmente all’area che un tempo ospitava le casse e impedendo che il fuoco distruggesse l’intero complesso. Nonostante i rilievi tecnici siano tuttora in corso per determinare l’esatta dinamica, l’ipotesi di un guasto accidentale appare remota. Poiché la struttura è sotto sequestro da molto tempo, gli impianti elettrici risultano isolati, il che esclude categoricamente la possibilità di un cortocircuito.

Sebbene i primi sopralluoghi non abbiano rilevato tracce evidenti di liquido infiammabile, la pista di un’azione umana resta la più accreditata. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona per individuare eventuali intrusioni. Una delle ipotesi al vaglio, sostenuta anche da alcune segnalazioni dei residenti, è che l’edificio sia diventato nel tempo un rifugio di fortuna per senzatetto. In questo scenario, un fuoco acceso imprudentemente per scaldarsi o cucinare potrebbe essere sfuggito al controllo, innescando l’incendio.

Questo rogo rappresenta l’ennesimo colpo basso per una struttura dalla storia estremamente tormentata. L’Aqualena era finita nel mirino della Guardia di Finanza già nel 2019, nell’ambito di una complessa inchiesta su un giro di prestanome e frodi fiscali che ha portato al sequestro di quasi un milione di euro e a recenti condanne per reati gravi come associazione a delinquere e bancarotta. L’incendio odierno non fa che allontanare ulteriormente le speranze di chi sognava una riapertura: ai segni dell’incuria e del tempo si sommano ora i danni del fuoco, rendendo il futuro del polo sportivo sempre più incerto.