Cronaca

Rapine ai coetanei tra minacce e stratagemmi: incastrati due giovanissimi dopo i raid in centro

Tre rapine messe a segno in meno di un’ora, con una spavalderia e una violenza psicologica sorprendenti per la loro età. I Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente hanno chiuso il cerchio attorno a due giovanissimi, un 15enne e un 16enne residenti fuori provincia, denunciandoli alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna per una serie di colpi messi a segno lo scorso 16 gennaio tra le strade del centro di Parma.

La scia di violenza è iniziata poco dopo le 13:30 in via Rodolfi. I due hanno puntato un coetaneo che stava per entrare in un fast food, utilizzando la scusa di chiedere del denaro contante. Non appena la vittima ha aperto il portafogli, uno dei due glielo ha strappato di mano impossessandosi di circa 50 euro, per poi dileguarsi dopo aver rivolto al ragazzo minacce pesantissime di ritorsione nel caso avesse deciso di sporgere denuncia.

Solo cinque minuti più tardi, la coppia è tornata in azione in una via limitrofa. Con un modus operandi consolidato, hanno avvicinato un altro giovane che stava rientrando a casa, chiedendo inizialmente pochi centesimi per le sigarette e insistendo poi per cambiare una banconota. Anche in questo caso, la vista del portafogli ha scatenato l’aggressione: dopo aver sottratto 30 euro, uno dei bulli ha spintonato la vittima facendola cadere a terra e intimandogli con violenza di restare in silenzio. L’ultimo episodio si è consumato poco dopo in viale Paolo Toschi, presso una fermata dell’autobus, dove i due hanno utilizzato una sofisticata pressione psicologica per intimorire un terzo minore, costringendolo a consegnare tutto il denaro sotto la minaccia di un imminente pestaggio.

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Il lavoro degli inquirenti si è basato sulla profonda conoscenza delle dinamiche della devianza giovanile in città e, soprattutto, sulle testimonianze precise fornite dalle vittime. Le descrizioni dettagliate di abbigliamento e tratti fisici, incrociate con le immagini delle telecamere di sorveglianza cittadine e dei bus di linea, hanno permesso ai Carabinieri di identificare i sospettati, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

Per i due minori è scattata la denuncia, sebbene resti ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. L’obiettivo del percorso giudiziario sarà ora quello di avviare, se le accuse verranno confermate, percorsi di giustizia riparativa volti al recupero sociale dei due ragazzi e alla piena consapevolezza del danno arrecato ai propri coetanei.