Non è stata una banale lite tra adolescenti, ma una vera e propria imboscata tesa nell’ombra del centro storico. Quella che doveva essere una tranquilla serata tra coetanei si è trasformata in un incubo per un minorenne fidentino, finito nel mirino di una piccola “batteria” di bulli pronta a tutto per una manciata di spiccioli.
La tecnica utilizzata dai baby-rapinatori è stata spietata nella sua semplicità: il “finto amico” ha avvicinato la vittima con fare cordiale, riuscendo a convincerla a spostarsi in un angolo più riparato, dietro la facciata di un palazzo. Una volta lontano da occhi indiscreti, è scattata la trappola: altri due complici sono spuntati dal nulla, chiudendo ogni via di fuga.
Il bottino? Misero, ma strappato con violenza: un paio di cuffie auricolari e pochi euro. Prima di dileguarsi, il branco ha tentato l’ultima carta, quella del terrore: “Se parli, finisce male”.
Le minacce, però, non hanno fermato il giovane. Dopo giorni di angoscia, il ragazzo ha trovato la forza di confidarsi con i genitori, trasformando la paura in azione. Insieme si sono presentati alla caserma dei Carabinieri di Fidenza, fornendo una descrizione talmente dettagliata dei suoi aggressori da permettere ai militari di avviare un’indagine lampo. I Carabinieri hanno stretto il cerchio attorno a tre giovanissimi (due 15enni e un 16enne residenti in provincia), ora denunciati alla Procura per i Minorenni di Bologna.
