Cronaca

Chiara Petrolini, il Riesame – “Braccialetto elettronico per fermare il rischio di nuove gravidanze”

Il Tribunale del Riesame di Bologna ha inasprito le misure cautelari nei confronti di Chiara Petrolini, la 22enne accusata del duplice infanticidio dei figli neonati a Traversetolo. Oltre agli arresti domiciliari, la giovane dovrà ora indossare il braccialetto elettronico.

Le motivazioni dei giudici: “Capacità decettive”

La decisione nasce dalla preoccupazione dei magistrati riguardo alle “notevolissime capacità decettive” (ovvero la capacità di mentire e nascondere la realtà) dimostrate dalla ragazza. Sebbene il contesto familiare sia considerato idoneo per la custodia domiciliare, il punto critico riguarda le uscite autorizzate.

  • Il rischio all’esterno: Petrolini gode di permessi per frequentare percorsi psichiatrici e psicoterapeutici.
  • Il timore della reiterazione: Secondo il Tribunale, durante queste uscite la giovane potrebbe entrare in contatto con estranei, portando al rischio di “nuove gravidanze indesiderate” che potrebbero sfociare in ulteriori “esiti omicidiari”.
  • Il precedente: I giudici sottolineano che tale scenario si è già verificato almeno in un’altra occasione e che la cronaca è piena di casi in cui le autorizzazioni all’uscita sono state sfruttate per commettere nuovi illeciti.

Il nodo della capacità di intendere e di volere

Sul fronte clinico e legale, il Riesame ha fatto chiarezza sulla salute mentale dell’indagata:

  1. Nessuna infermità mentale accertata: Al momento non esistono prove di un’infermità tale da annullare la capacità di intendere e di volere.
  2. Il “diniego di gravidanza”: La difesa ha presentato una consulenza che ipotizza un disturbo legato al diniego di gravidanza. Tuttavia, per i giudici, questa condizione non costituisce una patologia rilevante ai fini della responsabilità penale.
  3. Perizia in corso: La questione rimane comunque al centro del dibattito processuale. La Corte d’Assise ha infatti disposto una perizia d’ufficio per risolvere il contrasto tra i consulenti della difesa e quelli della Procura.