Un anno di attività, numeri che pesano e risultati tangibili su sicurezza, ambiente ed economia. A poco più di dodici mesi dall’avvio operativo, il nuovo terminal intermodale di CEPIM, realizzato con un investimento di 20 milioni di euro, ha già movimentato oltre 800 treni per un totale di 750 mila tonnellate di merci. Un cambio di passo concreto per la logistica del territorio.

L’impatto più immediato riguarda la sicurezza stradale: grazie al trasferimento delle merci dalla gomma al ferro, sono 23.450 i camion in meno sulle strade. In termini simbolici, è come se fosse stata eliminata una colonna ininterrotta di tir lunga 450 chilometri, l’equivalente della distanza tra Parma e Roma.
Sul fronte ambientale, i benefici sono altrettanto rilevanti. Considerando una distanza media di poco superiore ai 1.000 chilometri per ogni collegamento, sono stati risparmiati 47 milioni di chilometri su gomma. Tradotto in consumi, significa 16,5 milioni di litri di gasolio in meno e una riduzione di 44 mila tonnellate di CO₂, pari alle emissioni di circa 4.900 voli passeggeri Roma–New York.
Anche il bilancio economico è significativo: tra carburante, pedaggi autostradali e minore usura dei mezzi, il risparmio complessivo per il sistema logistico supera 37 milioni di euro in un solo anno. La crescita dei volumi ha inoltre generato nuova occupazione all’interno di Cepim, nel terminal, nei servizi di manovra e in quelli digitali, rafforzando l’indotto del primo e dell’ultimo miglio. Il trasporto su gomma resta fondamentale per collegare le aziende alla rete ferroviaria, ma il mix gomma+ferro dimostra oggi di essere la soluzione più efficiente e sostenibile.
I risultati sono stati presentati il 1° dicembre 2025, durante l’evento di chiusura del progetto europeo UPaRRT – “UPgrading Parma Rail-Road Terminal”, finanziato dal programma Connecting Europe Facility (CEF 2). All’incontro hanno partecipato vertici aziendali, rappresentanti delle istituzioni, tecnici, consulenti e operatori della logistica.
«Questi numeri raccontano semplicemente che una logistica con più traffico ferroviario significa più sicurezza, meno congestione e meno emissioni», ha dichiarato l’amministratore delegato Fabio Rufini. «L’interporto è un alleato del territorio, della sua economia e dei cittadini. Oggi lo dimostriamo e annunciamo che continueremo a investire per renderlo sempre più efficiente, interconnesso e verde».
Sulla stessa linea il presidente di Cepim e vicepresidente vicario UIR, Gianpaolo Serpagli: «La domanda di intermodale cresce perché coniuga sostenibilità e performance. Abbiamo ampliato capacità e qualità del servizio e i risultati sono misurabili: nuova occupazione, più competenze e una filiera locale più forte. L’obiettivo è rendere l’intermodale la scelta più semplice e conveniente per chi esporta e importa dall’Emilia».
Dal territorio arrivano valutazioni concordi. Il consigliere comunale di Parma Oronzo Pinto sottolinea come «un interporto che investe con decisione sull’intermodale attragga lavoro e innovazione senza aumentare traffico ed emissioni». Per la sindaca di Fontevivo, Mariavittoria Rusca, «il terminal Cepim è un’infrastruttura all’avanguardia che crea occupazione qualificata e migliora la viabilità per chi vive e lavora nell’area». Il vicepresidente della Provincia di Parma, Daniele Friggeri, evidenzia infine che «investire su ferro e intermodalità significa aumentare la sicurezza stradale, ridurre le emissioni e sostenere la competitività del sistema produttivo».
Tra i grandi partner industriali figurano Barilla e Mutti, premiati come “Logistico dell’Anno” per una collaborazione strategica che valorizza l’intermodalità, con il supporto di UPI e UIR. Nel frattempo, Cepim si conferma 7° nella classifica DGG e primo interporto dell’Emilia-Romagna, a testimonianza di un traffico ferroviario ormai consolidato.
Oggi la rete collega Parma con Bari, Brindisi, Nola, Zeebrugge e Marsiglia. Dal 2026 sono previsti nuovi collegamenti verso Stoccarda, la Polonia, Liegi e l’asse Cuneo–Parma, per rispondere a una domanda in costante crescita. Sul piano operativo, la piattaforma guidata dal Terminal Intermodal Manager Matteo Crema si avvale di una filiera specializzata che comprende GTS, Metrocargo e Cargobeamer: una rete coordinata che rafforza il ruolo di Parma come hub intermodale europeo.
