Tragedia nella tragedia, Giorgio Miodini si è tolto la vita nella casa di Via Marx dove aveva ucciso la moglie, Silvana Bagatti, a colpi di fucile, il 15 maggio 2024, in una mattina di pioggia. La donna era allettata da anni, vinta da una depressione senza luce: non vedeva più nemmeno i vicini di casa, cui prima era concesso un caffè, un saluto. Miodini, tassista in pensione, esasperato, le sparò nel sonno. Poi chiamò il 112: “Venite, l’ho ammazzata”.
C’è un dolore che non fa rumore, che cresce giorno dopo giorno tra le mura di una casa silenziosa: quello di chi si prende cura di chi ama mentre la malattia divora lentamente il corpo o la mente dell’altro. È il dolore del caregiver, spesso un coniuge, che diventa infermiere, custode, testimone impotente della sofferenza. Quando la fatica fisica si somma alla solitudine, quando la speranza si consuma e il senso del dovere diventa una gabbia, il confine tra amore e disperazione può sfumare fino a spezzarsi.
In alcuni casi estremi, quel dolore si trasforma in tragedia: l’uomo che ha accudito la moglie per anni, Miodini, in questo caso, logorato dalla stanchezza e dall’angoscia, perde ogni appiglio e compie un gesto irreparabile. Non più un atto d’amore, ma un grido disperato contro la vita stessa, che lascia dietro di sé soltanto silenzio e domande senza risposta.
Recentemente, la condanna. Il 22 Settembre, Miodini, 77 anni, è stato condannato a 14 per l’omicidio della moglie. Gli sono state riconosciute le attenuanti prevalenti sull’aggravante di avere ucciso la moglie. Miodini è stato inoltre condannato a 10 mesi per la detenzione del fucile da caccia (e delle cartucce) con il quale sparò alla donna. Da tempo ai domiciliari in una struttura di Monticelli, dopo la lettura della sentenza era tornato li. Poi, il trasferimento a casa, dove lui però diceva di sentirsi solo, di non voler tornare. Domiciliari e braccialetto elettronico, visite concesse ad alcuni parenti per portare farmaci e cibo. Da alcuni giorni non apriva la porta, lunedì la macabra scoperta.
Lì, nella casa dove aveva sognato felicità, si è tolto la vita nel giorno dei morti. Dove aveva trascorso l’esistenza e ucciso il suo grande amore diventato inferno, ha scelto di andarsene anche lui.
