Ne parliamo oggi con la Dott.ssa Martina Poci del laboratorio di analisi ambientali Labsel s.r.l.
Dottoressa Poci, iniziamo subito dal cuore del problema: perché le emissioni odorigene dagli impianti di
depurazione sono un tema così rilevante?
“La tutela dell’ambiente circostante e la qualità della vita sono due priorità assolute per tutti i cittadini. In
quest’ottica, gli impianti di depurazione dei reflui, che svolgono un ruolo cruciale nel trattamento delle acque
reflue proveniente da abitazioni, industrie e altre attività antropiche , sono spesso al centro di una
problematica notevolmente discussa: le emissioni odorigene.”
Qual è il ruolo di questo impianto e come avviene il processo di depurazione?
“La depurazione delle acque reflue avviene attraverso diverse fasi. Inizialmente, i reflui vengono filtrati dai
detriti solidi di grosse e piccole dimensioni. In una fase successiva, vengono rimossi i residui più piccoli, come
sabbia, terriccio, oli e grassi. Solo a questo punto avviene il trattamento dell’acqua e la depurazione vera e
propria attraverso trattamenti biologici e chimici che riducono la presenza di sostanze organiche e inquinanti
più sottili. Infine, le acque, sottoposte a un’ultima fase di chiarificazione e disinfezione, sono depurate e pronte
per essere riutilizzate e/o liberate nuovamente nell’ambiente. La presenza di tali impianti è rilevante per il
contributo apportato nella riduzione dell’inquinamento delle acque, per la protezione della biodiversità e per
garantire un approvvigionamento idrico per la popolazione.”
Da dove provengono esattamente questi odori sgradevoli?
“Durante i vari processi di trattamento dei reflui, nell’aria circostante all’impianto si diffondono
inevitabilmente odori derivanƟ dalla decomposizione di sostanze organiche e dalla liberazione di composƟ
quali ammoniaca, solfuri ed altri gas. QuesƟ odori sono sgradevoli e proprio per tale ragione possono
determinare situazioni di disagio per i residenƟ nelle zone prossime all’impianto.”
Come si affronta questa problematica? Quali strumenti vengono utilizzati per monitorare e valutare
l’impanto odorigeno?
“Il Laboratorio Labsel s.r.l., tra le altre attività, si occupa anche di eseguire analisi olfattometriche, ovvero la
determinazione della concentrazione di odore, secondo il metodo UNI EN 13725. Questo ci permeƩe di
valutare l’impaƩo odorigeno basato sul modello di dispersione in atmosfera Calpuff/Calmet.”
Ci può fornire un esempio concreto di applicazione di queste analisi?
“Certamente. Questo è quanto viene eseguito, a seguito di aggiudicazione di gara d’appalto, presso un noto
impianto di depurazione presente nella zona Vicentina che gestisce il servizio idrico integrato in 67 comuni
della provincia di Vicenza. Il monitoraggio ha l’obiettivo di verificare che per i parametri oggetto di analisi, i
risultato ottenuto rientrino in una zona di accettabilità, ossia che siano sempre inferiori al valore limite riportato
nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).”
Potrebbe spiegarci meglio cos’è l’Autorizzazione Integrata Ambientale e quali normative la regolano?
“L’Autorizzazione Integrata Ambientale è un provvedimento che mira a verificare la compatibilità ambientale
della suddetta attività di impianto di depurazione delle acque reflue. Utilizza come riferimenti normativi la
Direttiva 2010/75/UE a livello Europeo e il Decreto Legislativo n. 152/2006 a livello nazionale.”
Dottoressa Poci, la ringraziamo per queste preziose informazioni. Dove possono i nostri lettori trovare
ulteriori dettagli sui servizi offerto da Labsel s.r.l.?
“Sono molteplici le informazioni inerenti all’argomento, perciò invitiamo tutti a visitare il nostro sito
www.labsel.it per scoprire tutti i servizi offerti da Labsel s.r.l. in merito ad attività di consulenza ed analisi delle
emissioni.”
