Parma Calcio

Parma, che male. L’Inter ne fa 3 in 30′, e potrebbe finire molto peggio

Il Parma dura dieci minuti. Poi una leggerezza di Corvi, un pestone di Diego Carlos e un regalo di Carboni donano all’Inter un tris facile facile. E il Parma esce da San Siro, oltre che senza punti, mazziato. Quasi umiliato, non fosse per dieci minuti finali in cui Bernabè e Romero cercano di essere almeno decenti. Nel mentre l’Inter si ferma, dimostra di poter far male quando vuole, appena accellera, ma si risparmia, e si limite a contenere.

Milano sfila sullo sfondo, con il suo ritmo frenetico e le sue luci accecanti, ma dentro il cuore dei tifosi gialloblù c’è soltanto la melodia di un’attesa unica. Quando la maglia con la croce sul petto varca il tunnel della “Scala del Calcio”, il tempo sembra quasi fermarsi tra Parma e la Madonnina. Affrontare l’Inter nella sua tana non è mai una partita qualunque: è un romanzo di Davide contro Golia che si rinnova, una notte in cui la provincia nobile rivendica il proprio orgoglio, sospinta dall’orgoglio di una comunità intera che dal Petitot fino alle gradinate di San Siro spinge con il fiato sospeso i propri ragazzini contro i giganti del campionato.

Peccato la magia, duri solo dieci minuti, spezzata da una leggerezza di Corvi prima, da un pestone in pesantezza di Diego Carlos, poi.

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Fischio d’inizio a San Siro e ritmi subito vertiginosi tra Inter e Parma. Dopo i primi contatti fisici e un tentativo d’affondo di Diouf murato dalla retroguardia crociata, è Dimarco al 3′ a impegnare per la prima volta Corvi con una battuta centrale. Il Parma risponde presente al 6′ con una fiammata di Touré sventata da Martinez in tuffo, e ci riprova al 9′ sempre con Touré che sfiora il palo al termine di un’azione personale bornata da Keita.

Quando i gialloblù sembrano aver preso le misure al match, al 10′ un’errato disimpegno di Corvi, troppo corto e su Keita, pressato, favorisce l’inserimento di Susic, lesto a intercettare l’assist e insaccare la rete dell’1-0. Il contraccolpo psicologico è immediato: al 15′ Diego Carlos atterra Pio Esposito in area e Bonacina, richiamato alla review, assegna il penalty. Dagli undici metri ‘ Calhanoglu non perdona, Corvi intuisce ma la palla gli passa sotto per la seconda volta. L’Inter viaggia sulle ali dell’entusiasmo e al 21’ sfiora il tris con una bomba di Dimarco, neutralizzata questa volta con un riflesso dal portiere.

Ma il terzo arriva allo scoccare della mezza: Mkhitaryan in diagonale per Thuram, perso da Carboni, mira il secondo palo e infila il tris. Quinto gol in cinque partite per il “figlio di Parma”.

L’Inter rallenta e accompagna la palla verso la fine della prima frazione limitandosi a fare tranquillo possesso. E lo scenario non cambia nella ripresa, accesa solo da alcuni lampi di nerazzurro. Al 61esimo la girandola dei cambi, nei nomi, la differenza di scenari: Per l’Inter dentro Bonny, Lautaro e Stankovic, fuori Esposito, Calhanoglu e Thuram, per il Parma cambi Fabbian-Lontani, Sierro-Bernabé, Elphege-Romero.

Al sessantaseiesimo minuto Delprato scivola servendo in corsa Romero, ma Bisseck lo raggiunge disturbandone la conclusione e permettendo a Martinez di fare sua la palla. La partita prosegue al settantesimo con una spettacolare rovesciata di Mkhitarian che termina di poco a lato. Passano due minuti e lo stesso Mkhitarian prima vede un suo cross murato procurare un corner, poi calcia un vero e proprio missile dal limite sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, trovando nuovamente una respinta della difesa. Al settantatreesimo l’Inter effettua due cambi inserendo Henrique e Spence al posto di Diouf e Dimarco. Un minuto più tardi Troilo conquista un pallone a centrocampo dando via a un rapido contropiede due contro due insieme a Romero, la cui conclusione dal limite viene però neutralizzata. Al settantasettesimo il Parma opera una sostituzione mandando in campo Britschgi al posto di Carboni. La pressione nerazzurra si fa viva all’ottantesimo con un tiro dalla distanza di Lautaro che finisce fuori, seguito a ruota, due minuti più tardi, da un colpo di testa dello stesso attaccante argentino su cross di Spence, terminato alto sopra la traversa.

Il Parma è tutto in un’idea di Keita per Romero, che calcia a lato di poco. Non si pretendeva di vincere, forse nemmeno di pareggiare, ma almeno di non fare figuracce. Invece, la magra e misera figura, è arrivata.

TABELLINO

INTER – PARMA 3-0

MARCATORI: 10′ Susic, 19′ rig. Cahlanoglu, Thuram (I)

Inter: Martinez; Pavard, Bisseck, Carlos Augusto; Diouf (dal 73′ Spence), Sucic, Calhanoglu (dal 61′ Stankovic), Mkhitaryan, Dimarco (dal 73′ Luis Henrique) ; Esposito (dal 61′ Bonny), Thuram (dal 61′ Lautaro).
A disp: Di Gennaro, Provedel, Zielinski, Barella, Akanji, Bovio, Bastoni.
All: Cristian Chivu

Parma: Corvi; Diego Carlos, Troilo, Carboni (dal 78′ Britschgi); Delprato, Keita, Sierro (dal 61′ Bernabè), Valeri; Touré (dall’84’ Frigan), Fabbian (dal 61′ Lontani) ; Elphege (dal 61′ Romero).
A disp: Ghidotti, Daffara, Diallo, Cremaschi, Ordonez, Konaté, D. Diallo, Drobnic.
All: Alberto Gilardino

Arbitro: Bonacina di Bergamo

Inter Parma