L’insolito rigonfiamento delle guance, unito a un tremolio incontrollabile durante la verifica dei documenti, ha finito per tradirlo. È terminata con l’arresto in flagranza la condotta di un trentenne cittadino straniero, domiciliato a Parma, sorpreso dai Carabinieri della Sezione Radiomobile durante uno scambio di droga a ridosso della stazione ferroviaria. L’accusa per lui è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, al culmine di un’operazione che ha portato al sequestro complessivo di 26 dosi di crack (per circa 12 grammi) e alcune dosi di eroina.
I fatti si sono verificati nel primo pomeriggio dello scorso 3 novembre. I militari dell’Arma, impegnati in un servizio d’osservazione in posizione defilata lungo via Monte Altissimo, hanno notato il trentenne salire a bordo di un’utilitaria in sosta. Pochi metri dopo la ripartenza del veicolo, gli operanti hanno assistito al passaggio di mano: il conducente consegnava una banconota da 50 euro al passeggero, ricevendo in cambio un piccolo involucro.
Immediata la richiesta di ausilio a una seconda pattuglia: le due gazzelle hanno attuato una manovra a tenaglia, sbarrando ogni via di fuga all’auto. Bloccato con ancora la banconota tra le mani, il trentenne ha mostrato sin da subito un forte stato di agitazione. Ad attirare l’attenzione degli agenti è stato però il volume anomalo del cavo orale: messo alle strette e invitato ad aprire la bocca, l’uomo ha sputato a terra ben 14 involucri in cellophane contenenti circa 7 grammi di crack.
La perquisizione è stata immediatamente estesa al veicolo e al guidatore: sul tappetino dal lato conducente sono stati rinvenuti due frammenti di eroina avvolti in stagnola e un ulteriore involucro (per un totale di 0,40 grammi). L’automobilista ha ammesso di aver appena comprato lo stupefacente per consumo personale, venendo contestualmente segnalato alla Prefettura quale assuntore.
Gli accertamenti si sono poi spostati nell’abitazione del pusher. All’interno della camera da letto, nascosta in un calzino infilato in una scarpa, i carabinieri hanno scovato una seconda scorta di 12 involucri termosaldati di crack per ulteriori 5 grammi. Condotto nelle camere di sicurezza di via delle Fonderie, l’uomo è comparso la mattina seguente davanti al Giudice per il processo per direttissima, che ha convalidato l’arresto. Per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
