Parma Calcio

Gilardino sarà il nuovo allenatore del Parma, atteso in città in serata

Un legame indissolubile, fatto di gol, riscatto e un’intesa quasi magica con la piazza: la storia tra Alberto Gilardino e il Parma è uno di quei capitoli da sempre scolpiti nella memoria del calcio italiano.

Arrivato in Emilia nell’estate del 2002 dopo un’esperienza in chiaro-scuro al Verona, Gilardino sbarca a Parma in punta di piedi, da giovane talento ancora in cerca di una precisa identità ad alti livelli. Sotto la guida di Cesare Prandelli, però, la sua carriera subisce una metamorfosi straordinaria.

L’esplosione e l’intesa con Adriano

La svolta nella stagione 2003/2004. Complice l’infortunio del bomber titolare Adriano, Gilardino prende in mano l’attacco crociato e risponde presente con una continuità devastante. In quella stagione realizza ben 23 gol in Serie A, contedendo fino all’ultima giornata lo scettro di capocannoniere ad Andriy Shevchenko.

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L’intesa tra Gilardino e Adriano — una coppia d’attacco complementare per forza fisica, tecnica e senso della posizione — resta una delle pietre di paragone più nostalgiche per i tifosi gialloblù.

La stagione del salvataggio: l’icona del Tardini

Se il 2003/04 è l’anno della consacrazione, la stagione 2004/2005 è quella dell’eroismo. In un Parma societariamente martoriato dalle note vicende finanziarie e impegnato in una drammatica corsa per non retrocedere, Gilardino si carica l’intera squadra sulle spalle.

Il suo ruolino di marcia è impressionante:

  • 23 reti in campionato, compresi i 4 gol messi a segno nell’incredibile 6-4 contro il Livorno.
  • Il gol decisivo nello spareggio salvezza contro il Bologna al Dall’Ara (0-2), che regala ai crociati una permanenza in Serie A che pareva miracolosa.

È proprio in questi anni che si consolida la sua celebre esultanza: la ginocchia a terra e il gesto di suonare il violino dedicandolo agli spalti del Tardini, una firma diventata simbolo d’eleganza ed efficacia.

L’eredità gialloblù

In tre stagioni col Parma, Gilardino colleziona 50 gol in 96 presenze di Serie A, numeri che gli spalancarono le porte del Milan e della Nazionale con cui si laureerà Campione del Mondo nel 2006.

Per la tifoseria parmigiana, Alberto Gilardino non è stato semplicemente un grande attaccante di passaggio, ma l’uomo simbolo di un’epoca di resilienza, capace di regalare giocate d’autore e gol pesantissimi nel momento di massimo bisogno.

Poi, un lungo percorso separati, fino al 18 maggio 2018. Spezia – Parma, ultima di campionato: Gilardino, con la maglia dei padroni di casa, calcia un rigore alle stelle.

Il Parma, torna in serie A. Caso o destino, chissà. E stasera inizia un nuovo pezzo di un percorso che sembra scritto da un poeta.

Gilardino sarà il nuovo allenatore del Parma, atteso in città in serata