L’analisi di mister Gilardino dopo il KO di San Siro: «Amareggiati ma fiduciosi. Tanti spunti positivi, le ingenuità si pagano ma dagli errori si cresce».
C’è da dimenticare?
«Bisogna essere molto lucidi nei vari momenti della stagione, valutando l’avversario e il tipo di partita. La fotografia di oggi ci mostra un Parma partito molto bene, ma quando commetti ingenuità le paghi a caro prezzo contro una squadra straripante. Trovarsi sotto 2-0 dopo venti minuti rende tutto più difficile.
Nonostante tutto, mi porto dietro indicazioni positive: nel secondo tempo siamo rimasti in partita, ed è quello che avevo chiesto ai ragazzi. Sono arrabbiato per il terzo gol, ma l’errore di Edo [Corvi] e Mandi [Keita] non è da condannare, perché nasce da richieste fatte in settimana. Venire a Milano e creare 3-4 occasioni importanti non è semplice. C’è amarezza per la sconfitta, ma sono molto fiducioso».
Costruzione esasperata dal basso?
«No. È già qualche giorno che ripeto a Mandela di non ricevere palla con le spalle alla porta. C’è margine di miglioramento, sia quando viene a prendersi il pallone sia nella conduzione. Gli errori ci sono costati cari, ma ripeto: non vanno condannati.
Le note positive non mancano: Touré ha disputato una buona partita, molto vivace; Elphege ha tenuto botta e abbiamo ritrovato Bernabé. La squadra è rimasta in gara e ha lottato, e io sono perfettamente cosciente dei margini di crescita che abbiamo».
Le scelte di formazione
«C’era un ballottaggio tra Franco [Carboni] e Dominik [Drobnič], perché mi piace avere un mancino che offra più soluzioni; ho fatto le mie valutazioni sulla strategia. Enrico [Delprato] quinto? Era una scelta dettata dalla marcatura dalla parte di Dimarco. Bilal con Elphege in avanti? Avevo pensato a che tipo di partita poteva essere, sapevamo di avere campo da attaccare. E, nei fatti, la gara si è sviluppata esattamente così».
La svolta definitiva per Touré?
«Deve esserci. Se vuole fare il salto di qualità, adesso sta solo a lui».
