“Dal novembre 2025 abbiamo inviato ripetute segnalazioni per chiedere la sospensione delle procedure invasive sui macachi Alan e Larry, coinvolti nel progetto LIGHT-UP delle Università di Torino e Parma, l’esclusione della loro soppressione e il trasferimento presso santuari specializzati.
Il 20 ottobre 2026, durante un’udienza presso il TAR del Lazio, l’Avvocatura dello Stato ha comunicato che Alan e Larry erano stati uccisi.
Dopo anni di mobilitazioni, ricorsi e richieste di liberazione, due esseri senzienti sono morti senza avere avuto la possibilità di vivere lontano dai laboratori.
Perché sono stati uccisi? Chi lo ha deciso? Perché non sono stati liberati? E quali risultati scientifici possono giustificare la sofferenza e la morte di questi animali?
Non possiamo accettare che questa vicenda venga archiviata senza risposte, senza trasparenza e senza un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni coinvolte”.
Inizia così un lungo esposto di Attivismo by Progetto Vegan.
1. MORTE DI ALAN E LARRY E MANCATO TRASFERIMENTO IN SANTUARIO
“Chiediamo di conoscere le date, le cause e le circostanze della morte dei due macachi, le loro condizioni cliniche, chi abbia deciso e autorizzato la soppressione e se questa fosse prevista dal protocollo sperimentale.
Era stata presentata un’istanza di liberazione accompagnata da una relazione scientifica della dottoressa Federica Nin, secondo la quale la soppressione dei macachi non era necessaria.
Perché questa valutazione non ha portato alla loro liberazione?
Chiediamo quali alternative siano state esaminate, se siano stati contattati santuari disponibili ad accoglierli e chi abbia assunto la decisione definitiva.
La conclusione di un esperimento non può essere considerata, di per sé, una giustificazione etica per togliere la vita a un essere senziente.
1. RESPONSABILITÀ, CONTROLLI E AUTORIZZAZIONI
Il Consiglio di Stato, Sezione III, con sentenza dell’8 febbraio 2021, n. 1186, aveva prescritto rapporti periodici e frequenti sul benessere degli animali, comprendenti valutazioni etologiche e condizioni di stress.
LAV ha inoltre avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere il rispetto di tali prescrizioni.
Chiediamo:
– La documentazione veterinaria, i rapporti sul benessere degli animali e le valutazioni etologiche.
– Gli esiti dei controlli effettuati e l’identità degli organismi responsabili.
– La documentazione relativa alle autorizzazioni ministeriali, alle valutazioni scientifiche ed etiche e alle attività dell’Organismo preposto al benessere degli animali (OPBA).
– Le motivazioni scientifiche che hanno giustificato il rinnovo delle procedure sperimentali fino al 2027.
– iUna verifica indipendente del rispetto del D.Lgs. 26/2014, della Direttiva 2010/63/UE e del principio delle 3R.
Chiediamo inoltre la conservazione dei corpi e dei campioni biologici, ove ancora possibile, e la valutazione di esami necroscopici indipendenti. Qualora siano già stati eseguiti, chiediamo di conoscere i risultati.
Chi ha controllato concretamente il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni di benessere degli animali?
1. QUASI DUE MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI: COME SONO STATI SPESI?
Secondo la banca dati ufficiale CORDIS della Commissione europea, il progetto LIGHT-UP (Grant Agreement n. 772953), avviato il 1° agosto 2018 e concluso il 31 luglio 2024, ha ricevuto 1.994.212 euro di finanziamenti europei.
La ripartizione ufficiale è la seguente:
Università di Torino: 1.054.564,37 euro
Università di Tilburg: 508.397,63 euro
Università di Oxford: 266.250 euro
KU Leuven: 165.000 euro
L’Università di Torino figura come coordinatrice e istituzione ospitante del progetto.
L’Università di Parma non compare tra i beneficiari diretti. Tuttavia, nel curriculum professionale del professor Luca Bonini, pubblicato dall’Università di Parma, risulta una convenzione da 104.000 euro tra Torino e Parma, risalente al 2019 e collegata a LIGHT-UP.
La documentazione del Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Parma del 6 giugno 2023 riporta inoltre una proposta di proroga della convenzione.
Chiediamo un rendiconto analitico e documentato dei 1.054.564,37 euro assegnati all’Università di Torino, specificando:
Stipendi, compensi, assegni di ricerca e contratti finanziati.
Acquisto e manutenzione delle apparecchiature scientifiche.
Costi delle procedure sperimentali sui macachi.
Costi di mantenimento degli animali, assistenza veterinaria e strutture.
Materiali, servizi esterni, fornitori e spese amministrative.
Eventuali trasferimenti a soggetti o istituzioni non indicati tra i beneficiari diretti.
Destinazione dei 104.000 euro della convenzione con Parma, chiarendo se siano compresi nel finanziamento europeo assegnato a Torino.
Esito della proposta di proroga della convenzione, durata effettiva e relative fonti di finanziamento.
Ulteriori finanziamenti pubblici o privati eventualmente utilizzati.
Chiediamo inoltre quali risorse abbiano finanziato le attività sperimentali successive al 31 luglio 2024, data di conclusione del progetto europeo riportata da CORDIS, mentre le procedure sperimentali sugli animali risultano rinnovate fino al 2027.
Quali finanziamenti hanno consentito la prosecuzione delle attività, quali istituzioni li hanno erogati e quali importi sono stati stanziati?
La ripartizione tra i beneficiari è già pubblica. Ciò che chiediamo è come sia stato effettivamente utilizzato il denaro pubblico e quali risultati siano stati ottenuti.
1. RISULTATI SCIENTIFICI E LIMITI DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE
LIGHT-UP integrava studi di neuroscienze sull’essere umano e sui primati non umani, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi della visione e sviluppare possibili strategie riabilitative attraverso stimolazione cerebrale e training visivo.
Chiediamo:
Quali risultati scientifici derivino specificamente dagli esperimenti sui macachi.
Quali risultati siano stati ottenuti attraverso studi sull’essere umano.
Quali pubblicazioni documentino i risultati delle procedure invasive.
Quali applicazioni cliniche siano state effettivamente validate.
Quali risultati siano stati verificati indipendentemente.
Perché tali conoscenze non fossero ottenibili attraverso neuroimmagini, studi clinici, modelli computazionali o altre metodologie senza animali.
Una revisione pubblicata nel 2024 su PLOS Biology, relativa a 122 revisioni sistematiche, 54 malattie e 367 interventi terapeutici, ha rilevato che soltanto il 5% degli interventi esaminati aveva raggiunto l’approvazione regolatoria per l’utilizzo umano.
Il dato riguarda gli interventi terapeutici inclusi nello studio e non tutti gli esperimenti animali. Evidenzia tuttavia la necessità di valutare rigorosamente la trasferibilità dei risultati.
Quali benefici concreti per la salute umana sono stati dimostrati attraverso gli esperimenti su Alan e Larry?
1. PERCHÉ NON INVESTIRE MOLTO DI PIÙ NELLA PREVENZIONE?
La salute pubblica non dovrebbe essere affrontata soltanto attraverso lo studio e il trattamento delle conseguenze delle malattie.
Numerose evidenze scientifiche dimostrano l’importanza dell’alimentazione sana, dell’attività fisica, dell’astensione dal fumo, del controllo della pressione arteriosa e di altri fattori modificabili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, compreso l’ictus.
Il lavoro di medici e ricercatori impegnati nella medicina preventiva, tra cui Franco Berrino, contribuisce da anni a richiamare l’attenzione sull’importanza degli stili di vita.
La prevenzione non elimina ogni rischio e non sostituisce le cure necessarie. Deve tuttavia rappresentare una priorità delle politiche sanitarie.
Chiediamo quali risorse pubbliche siano destinate alla prevenzione primaria, alla promozione della salute, alla ricerca direttamente sull’essere umano e allo sviluppo di metodologie scientifiche senza animali.
Chiediamo inoltre quali criteri vengano adottati per stabilire le priorità nell’assegnazione dei finanziamenti pubblici.
La tutela della salute umana e il rispetto della vita animale non devono essere considerati obiettivi incompatibili.
1. QUALE DESTINO PER GLI ALTRI MACACHI?
Il progetto LIGHT-UP ha coinvolto complessivamente sei macachi.
Chiediamo di conoscere il destino degli altri animali, quanti siano eventualmente ancora vivi, dove si trovino, quali procedure abbiano subito e quali ulteriori attività sperimentali siano previste.
Chiediamo che venga esclusa la soppressione di eventuali animali ancora presenti e che sia concretamente valutato il loro trasferimento presso santuari specializzati.
1. SERVE UN CAMBIAMENTO POLITICO E LEGISLATIVO
La vicenda di Alan e Larry non può essere considerata un episodio isolato.
La sperimentazione animale fa parte di un sistema più ampio nel quale milioni di esseri senzienti vengono utilizzati, confinati e uccisi per finalità umane.
Lo stesso principio di sfruttamento attraversa allevamenti, macelli, caccia, pesca e numerose altre attività.
Gli animali non sono strumenti, materiali di laboratorio o risorse a nostra disposizione. Sono individui senzienti.
L’articolo 9 della Costituzione italiana riconosce la tutela degli animali secondo le forme e i modi previsti dalla legge.
L’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea riconosce gli animali come esseri senzienti.
Chiediamo pertanto al Governo, al Parlamento e alle istituzioni scientifiche:
L’avvio di un percorso legislativo per il progressivo superamento della sperimentazione animale.
Maggiori investimenti nella ricerca senza animali e nella validazione di metodologie sostitutive.
Controlli indipendenti sulle procedure ancora autorizzate.
Trasparenza sui finanziamenti pubblici e sui risultati scientifici.
Una strategia nazionale che rafforzi la prevenzione e la tutela della salute.
Impegni concreti da parte delle università per ridurre progressivamente il ricorso agli animali fino al suo superamento.
Non è sufficiente ridurre la sofferenza degli animali utilizzati nei laboratori. L’obiettivo deve essere arrivare a una ricerca scientifica che non preveda più il loro utilizzo.
NON BASTANO LE DICHIARAZIONI DI PRINCIPIO
Chiediamo alle istituzioni direttamente coinvolte risposte scritte, puntuali e documentate sulle questioni sollevate.
Chiediamo inoltre alle associazioni animaliste, alle organizzazioni scientifiche impegnate nello sviluppo di metodi alternativi e a tutte le realtà sensibili alla tutela degli animali di sostenere una mobilitazione nazionale coordinata.
Invitiamo gli organi di informazione ad approfondire la vicenda, verificare la documentazione e rivolgere direttamente alle istituzioni competenti le domande rimaste senza risposta.
La morte di Alan e Larry deve portare ad accertamenti, responsabilità e cambiamenti concreti.
La protezione dei più vulnerabili non è una concessione, ma un dovere morale, civile e istituzionale”.
